Luchè a RTL 102.5: “Con questo disco ho osato: non ho nessun problema a parlare del mio aspetto più intimo"

08 aprile 2022, ore 17:30

Luchè è stato ospite in “The Flight” su RTL 102.5 con Paola Di Benedetto, Matteo Campese e Francesco Taranto e ha parlato del suo nuovo disco “Dove volano le aquile"

Luchè è stato ospite oggi in “The Flight”. Un’assenza dalle scene, la sua, di quasi quattro anni. Cosa è cambiato dal suo ultimo progetto? “È cambiato un bel po’. Sono passati quattro anni, di cui due chiusi in casa. Questo ha fatto sì che il disco fosse anche un po’ più introspettivo di quello di prima, ho avuto tanto tempo per ragione, per pensare”, ha raccontato il cantante. “Con questo disco ho osato perché non ho nessun problema a mettermi a nudo e a parlare di me. Ho vari lati della mia personalità, cado anche nello stereotipo del rapper perché amo la cultura hip hop e ho quell’attitudine, ma allo stesso tempo non ho problemi a parlare del mio aspetto più intimo. Dopo tanti anni di carriera ho voluto fare un disco che parlasse alle persone”.

“DOVE VOLANO LE AQUILE”: IL NUOVO ALBUM DI LUCHÈ

Il nuovo album di Luchè, “Dove volano le aquile”, è un lavoro diverso dai suoi precedenti. “Ho cercato di scrivere i miei pensieri nel disco. ‘Potere’ era andato molto bene, ha certificato tanto, un disco che per me è stato di successo e che mi ha fatto approcciare al nuovo con un’altra ottica", ha raccontato il cantante. "La differenza tra i due dischi è che questo nuovo osa un po’ di più. Il concetto è diverso, la struttura dei brani non è canonica, non ho cercato per forza il singolone. Ho cercato di fare un disco che mettesse la voglia di fare musica di un certo tipo come primo obiettivo”.



Durante la diretta sono andati in onda alcuni dei brani contenuti del nuovo disco di Luchè, tra cui “Le pietre non volano”. “In questo brano volevo parlare delle persone comuni. Le pietre che non volano a volte sono i nostri complessi di inferiorità nel vedere gli altri come diamanti, come rocce, parlavo delle persone che a volte si sentono piccole”, ha confessato Luchè. “È un flusso di coscienza questo pezzo, tocca tanti argomenti miei di vita personale”.
D10S” è una canzone che Luchè ha cantato con Elisa e che apre il disco. “Ero piccolo quando Maradona trionfava a Napoli, ricordo poche partite viste allo stadio”, ha detto il cantante. “Ho ammirato la sua forza nell’essere sé stesso nonostante gli occhi addosso di un mondo intero, nonostante tante etichette dispregiative sul suo nome. Ai miei occhi è una persona che ha combattuto fino alla fine contro i suoi demoni ma anche contro l’opinione pubblica di un mondo intero. Gli ho fatto questa piccola dedica perché noto di avere alcuni similitudini tra il mio percorso e il suo e poi mi andava di dedicargli un brano”.
Come è nata la collaborazione con Elisa? “È nata successivamente. Lei mi ha inviato questa melodia su whatsapp perché eravamo in lockdown, l’ho tenuta lì per qualche settimana e ho pensato che avrei voluto darle il giusto spazio”, ha raccontato Luchè. “Non volevo essere io a cominciare il disco. Ho scritto il testo e ho cercato di fare un pezzo che possa restare nel tempo, che possa dare identità e carattere a tutto ciò che è l’essenza del disco. L’ego viene messo da parte”.
Qualcosa di grande” è contenuto nel nuovo album di Luché ed è un brano realizzato con Madame. “Volevo collaborare a tutti i costi con lei. L’ho cercata e fortunatamente il pezzo le è piaciuto”, ha detto il cantante. “Questo pezzo non è stato facile, ma rappresenta il motivo dietro al disco, ovvero cercare di spingersi oltre, cercare l’eccellenza e vivere qualcosa di grande”.
In “Slang” c’è un campione di Fabri Fibra. “È stata una cosa istintiva. Ho prodotto la seconda parte di ‘Slang’ e stavo lavorando al beat. Ho pensato che mi servisse una frase ad effetto e ho pensato di volere Fibra. La prima a cappella che ho cercato è stata quella che ho utilizzato”, ha detto Luchè. “Ero molto positivo in quel momento. Quand’è così le cose mi vengono facili”.

Sui suoi social Luchè ha lanciato tre video teaser con tre voci narranti speciali: Alessandro Siani, Marco D’Amore e Belen Rodriguez. “Ci sono tanti significati dietro questi video. Volevo pubblicare la tracklist in un modo diverso, infatti tutti i titoli sono nascosti tra le parole di questi monologhi, ma volevo anche raccontare la mia mentalità dietro questo disco, specialmente nella terza parte in cui dico di sentirmi molto libero”, ha detto il cantante. “Ho vissuto tra Italia, Londra e Stati Uniti. In quel momento ebbi un’illuminazione: sono arrivato a un punto in cui ho realizzato che mi importa poco del parere degli altri, sono una persona con delle opinioni molto forti, credo nelle mie potenzialità e nella mia passione per la musica. È stata una sensazione bellissima”.
Perché Luchè ha scelto il pianeta Marte? “Marte è il pianeta della guerra. Ho avuto una bella carriera ma non facilissima, perciò l’ambizione dell’aquila che vola talmente in alto e arriva su Marte significa arrivare sulla Terra e conquistare tutte le battaglie che ho dovuto affrontare e vincere nella mia carriera. I tre video, in effetti, erano l’arrivo, l’atterraggio e la discesa”.



Quanto è importante secondo Luchè andare a cercare l’arte anche al di fuori di casa sua? “Per me è importantissimo, me lo chiedono spesso i ragazzi di Napoli. Noi siamo estremamente attaccati alla nostra Terra, ma io dico sempre che sono un ragazzo di Napoli nel mondo”, ha raccontato il cantante. “Non è passando anni al di fuori di Napoli che si perde la propria identità. Al giorno d’oggi, dopo quasi 40 anni di rap in Italia, per evitare una saturazione del genere secondo me un’apertura nei confronti di ciò che succede all’estero è necessaria”.

IL TOUR DI LUCHÈ

Luchè ha annunciato quattro palazzetti, ma le date sono in via di sviluppo. “Rimini, Milano, Roma e Napoli, su cui stiamo lavorando per fare qualcosa di speciale. Stiamo cercando di capire quando e dove farlo”, ha detto Luchè. “Qualche altra data potrebbe esserci. Tra poco pubblicheremo delle novità”.



Luchè a RTL 102.5: “Con questo disco ho osato: non ho nessun problema a parlare del mio aspetto più intimo"
Luchè: "Questo disco osa molto di più"
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