Macerata, l'omicidio di Rosina Carsetti, arrestati la figlia e il nipote, coinvolto anche il marito della vittima

12 febbraio 2021, ore 14:33 , agg. alle 14:55

Secondo gli investigatori i tre avrebbero simulato una rapina. la figlia della vittima avrebbe pianificato il delitto, il figlio lo avrebbe eseguito materialmente. Alcuni giorni prima del delitto, Rosina Carsetti si era rivolta a un centro antiviolenze per i maltrattamenti che subiva tra le mura domestiche

Un delitto maturato tra le mura domestiche e i cui responsabili sarebbero stati individuati dopo oltre due mesi di lavoro degli investigatori. Questa mattina all’alba è arrivata svolta nelle indagini sull’omicidio di Rosina Carsetti, la 78enne uccisa alla vigilia di Natale nella sua abitazione di via Sandro Pertini di Montecassiano, in provincia di Macerata. Sono stati arrestati la figlia della vittima Arianna Orazi, 49 anni, e il nipote Enea Simonetti, 21 anni . Sono accusati di omicidio volontario premeditato pluriaggravato. La donna, in particolare,  avrebbe avuto un ruolo chiave nella pianificazione dell’omicidio e sarebbe stata anche responsabile dei maltrattamenti di cui Rosi, come la chiamavano in paese, si era più volte lamentata. L’assassino sarebbe stato invece compiuto materialmente dal 21enne. Secondo il procuratore della repubblica di Macerata Giovanni Giorgio e il sostituto procuratore Vincenzo Carusi, del delitto era a conoscenza anche il marito di Rosina, il 79enne Enrico Orazi, nei cui confronti gli investigatori non hanno però adottato misure cautelari. A carico dei due indagati anche l'accusa di simulazione di reato per aver cercato di depistare gli inquirenti. Il movente sarebbe collegato ai rapporti familiari deteriorati e alla volontà di Rosi di separarsi dal coniuge.

La versione della rapina

Gli investigatori fin da subito non avevano creduto alla versione fornita dalla famiglia. Troppe incertezze e contraddizioni nella loro ricostruzione di una rapina finita tragicamente. Secondo il racconto dei tre, nel pomeriggio della vigilia di Natale, un uomo mascherato si era introdotto nell’abitazione, aveva immobilizzato Arianna con un filo elettrico e chiuso il padre nel bagno, prima di uccidere Rosina Carsetti e fuggire con due mila euro. A dare l’allarme, sempre secondo la versione degli indagati, era stato Enea al suo ritorno a casa dopo aver fatto la spesa. Elementi utili alle indagini sono arrivati dall’autopsia effettuata sulla vittima. Secondo il medico legale, la donna sarebbe stato letteralmente massacrata, tanto da aver riportato la frattura di diverse costole e della clavicola. La morte sarebbe sopraggiunta per asfissia.


I maltrattamenti in famiglia

Grazie alla testimonianza di parenti e amici, la lente degli investigatori si era subito concentrata sulla ristretta cerchia familiare. La tesi della Procura di Macerata è stata confermata dagli esami dei cellulari, dalle immagini di alcune telecamere di sicurezza delle abitazioni vicine e dai rilievi effettuati sul luogo del delitto, una villetta di tre piani. Alcuni giorni prima del delitto, Rosi si era rivolta anche a un centro antiviolenza per i maltrattamenti che diceva di subire tra le mura domestiche dai suoi familiari. In particolare da quella figlia che, secondo gli investigatori, sarebbe stata la regista dell’omicidio.


Macerata, l'omicidio di Rosina Carsetti, arrestati la figlia e il nipote, coinvolto anche il marito della vittima
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