Manovra, Bruxelles promuove l’Italia, ma il governo è rimandato in 3 materie: pensioni, pos e contante

14 dicembre 2022, ore 18:46

La premier Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per la valutazione dell’Ue, perché - spiega - “viene confermata la bontà del lavoro dell’esecutivo e ribadita la visione di sviluppo e crescita". Molto duri invece i giudizi Cgil e Movimento Cinque Stelle

Alla fine l’esecutivo incassa il giudizio globalmente positivo della Commissione Ue sulla Manovra 2023: come da previsioni, non è arrivata una bocciatura, ma neanche una promozione a pieni voti. Difatti, Bruxelles ha anche confermato le perplessità sulle norme sul tetto al contante e l’obbligo del Pos. Bruxelles appare preoccupata in particolare del deficit di bilancio, che la manovra fissa al 4,5% del Pil. Si tratta di un valore border line per la Commissione europea: va bene se il quadro macro tiene, ma se arriva la recessione, il deficit in rapporto al Pil sale e può compromettere la discesa del debito pubblico. Siamo insomma al limite ed è fondamentale che l’economia cresca e il Pnrr sia attuato.


Vertice

Nel pomeriggio si è tenuto un altro vertice di maggioranza per definire i tempi dei prossimi passaggi, a partire dalla scrematura degli emendamenti segnalati dalle forze che sostengono l’esecutivo, per concentrare l’esame su quelli super-segnalati. All’incontro i capigruppo della coalizione di governo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e quello dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Si lavora per ridurre gli emendamenti alla manovra: dai 200 segnalati a una sessantina di supersegnalati. Allo stesso tempo il centrodestra ha chiesto alle opposizioni di ridurre i propri emendamenti segnalati da 250 a 150. Obiettivo: velocizzare l’esame in commissione Bilancio della Camera e concentrarsi sulle modifiche che hanno maggiori possibilità di essere approvate, dice Tommaso Foti, capogruppo di FdI alla Camera. A disposizione per gli emendamenti dei gruppi ci sono appena 400 milioni.


Le modifiche

A valle dei lavori in commissione arriverà invece il maxiemendamento del governo che dovrebbe contenere le modifiche più importanti: sulle pensioni minime, dove si cercano le coperture ad hoc per un aumento a 590-600 euro per gli over 75, forse limitato da un tetto Isee; su Opzione donna, dove verrà tolto il legame con i figli ma il requisito d’età potrebbe salire a 60 anni; sulla decontribuzione sulle assunzioni degli under 36, che potrebbe salire da 6 mila a 8 mila euro; sulla proroga del credito d’imposta nel Sud; sul bonus cultura, che verrà modulato sull’Isee; sulla soglia per l’obbligo di accettare pagamenti col Pos, che potrebbe scendere a 40 euro. Poi la manovra passerà all’aula che dovrebbe approvarla entro il 23 dicembre.


La Commissione

Sono soprattutto tre le aree in cui la Commissione Ue 'bacchetta' l'Italia nell'Opinione sulla manovra 2023: i mancati progressi nelle riforme strutturali, con l'ampio capitolo della riforma fiscale, la lotta all'evasione, e le pensioni.

LOTTA A EVASIONE: ALTOLA' SU CONTANTI, POS E CONDONO FISCALE - La manovra "prevede misure che non sono coerenti con le precedenti raccomandazioni specifiche per il Paese", segnala la Commissione, ricordando che all'Italia si chiedeva di "combattere l'evasione fiscale, soprattutto sotto forma di omessa fatturazione, anche rafforzando l'uso obbligatorio dei pagamenti elettronici" con "soglie legali più basse per i pagamenti in contanti". "Non sono in linea": l'innalzamento del tetto ai contanti da 2mila a 5mila euro nel 2023, la cancellazione dei debiti fiscali fino a 1.000 euro relativi al 2000-2015 ("equivalente a un condono fiscale") e il tetto a 60 euro nei Pos.

TAGLIO DELLA SPESA PER LE PENSIONI - All'Italia è stato chiesto "di attuare pienamente le riforme pensionistiche passate per ridurre la quota delle pensioni nella spesa pubblica". Non è in linea il "rinnovo, con criteri di età più severi, nel 2023 dei regimi di pensionamento anticipato scaduti a fine 2022".

RIFORMA FISCALE - La Commissione bacchetta poi l'Italia per non aver "abbia ancora compiuto progressi per quanto riguarda la parte strutturale delle raccomandazioni" Ue. Per ridurre le imposte sul lavoro e aumentare l'efficienza del sistema, si chiedeva al Paese di adottare e attuare la legge delega sulla riforma fiscale, in particolare rivedendo le aliquote marginali effettive, di allineare i valori catastali ai valori di mercato, di razionalizzare e ridurre le spese fiscali, anche per l'Iva, e sussidi dannosi per l'ambiente, garantendo equità, e riducendo la complessità delle leggi fiscali. 

Manovra, Bruxelles promuove l’Italia, ma il governo è rimandato in 3 materie: pensioni, pos e contante
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