Matteo Renzi a Non stop news in diretta su RTL 102.5: “Il terzo polo con Calenda? Ottima idea, decideranno loro”.

02 agosto 2022, ore 10:06 , agg. alle 10:23

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è stato ospite di Non stop news su RTL 102.5. “Ho fatto tutto in questi anni: ho fatto il sindaco, ho fondato partiti. Ma non ho mai cambiato idea”, dice in radiovisione.

A Non stop news, in radiovisione su RTL 102.5 arriva il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Una chiacchierata a tutto tondo sui temi più caldi dell’agenda politica con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi, Luigi Santarelli e Massimo Lonigro.

“La verità è che i dirigenti politici stanno cercando di capire se tornano in Parlamento. Quello che state vedendo, alleanze e non alleanze, da cosa nasce? Dal desiderio di capire come si fa a tornare in Parlamento. Questo avviene perché ci sono meno posti, prima c’erano 945 seggi e oggi con la riduzione ce ne sono 600”, esordisce Renzi. “Il punto è che il finimondo non viene per un capello biondo, ma per l’inflazione. Quando ti aumenta il costo del carrello del 7-8- 10 per cento e poi il costo della benzina, oltre alle bollette c’è un disastro: la famiglia non arriva a fine mese. Vorrei parlare di questo e non dei seggi, siamo gli unici talmente liberi e coraggiosi che andiamo anche da soli a fare il terzo polo”, continua.

Alle 11 il faccia a faccia tra Calenda e Letta. Se Calenda dovesse rompere con il Pd farete il terzo polo insieme?

“Ottima idea, decideranno loro. Non voglio pretendere di decidere le cose degli altri. Preferisco stare sui contenuti. La proposta di Letta è stata aumentare le tasse sui patrimoni, l’elemento di rottura tra me e lui è stato l’aumento dell’IVA nel 2013. Il Pd di Letta vuole aumentare le tasse”.

“Se il Pd avesse detto: Salvini, Berlusconi e Meloni hanno lottato contro Draghi e noi siamo con Draghi, sconfiggiamo la destra, sarebbe stato bello. Ma se di fronte a questa situazione di Draghi che va a casa la sinistra si allea con Fratoianni che rinnega ciò che abbiamo fatto con Draghi come si fa a essere credibili? Basta con il gioco delle alleanze. Votare per chi vuole aumentare le tasse e rinnegare Draghi penso non sia la strada giusta”.

Il punto sul centrodestra, “Vanno cambiate le regole del gioco”.

“L’altra volta chi ha votato destra ha votato Meloni e Salvini ha visto che uno è all’opposizione e Salvini al Governo. Idem chi ha votato sinistra e Cinque Stelle, che hanno fatto l’accordo con tutti. Fino a quando non si cambiano le regole del gioco e non si mette una legge come quella dei sindaci non ci sarà mai credibilità. Noi pensiamo che la destra sovranista abbia fatto male a buttare giù Draghi e faccia male al Paese. Ma se la sinistra diventa una indistinta coalizione non è casa nostra”.

Quanto prenderà Italia viva alle prossime elezioni?

“Il mio obiettivo è prendere il 5 per cento per replicare il miracolo della scorsa Legislatura, ci basta il 3 per cento per essere decisivi. Chi vota noi non vota pasticci”.

Ha sentito Calenda?

“Il punto vero è che ciascuno fa i suoi conti, da una parte c’è la necessità di raccontare un progetto credibile ai cittadini e dall’altra dire: “No, se mi metto insieme sono più tranquillo perché so quanti seggi scattano”. La verità è che per come funziona il sistema parlamentare ricordatevi quello che è accaduto con Draghi: un partito che aveva il 2 per cento contro l’opinione di tutti e i sondaggi di tutti ha levato Conte e messo Draghi. Perché? Serviva all’Italia”.

Di Maio presenta il Movimento Impegno civico, cosa ne pensa Renzi?

“Andava dai gilet gialli e poi è andato per Macron. Ho fatto tutto in questi anni: ho fatto il sindaco, fondato partiti. Ma non ho mai cambiato idea. I miei amici internazionali sono stati sempre quelli, ho cambiato le tattiche politiche, ma non i contenuti e le idee. Mi fa tenerezza chi per tenersi la poltrona cambia idea.

Chi c’è nel terzo polo?

“Di Maio no. Non è che non lo imbarco, è già con il Pd. La destra la conosciamo, la sinistra terrà insieme Pd con sinistra radicale e poi c’è Di Maio. Spero che i riformisti veri siano nel terzo polo, ma rischieremo anche da soli puntando al 5 per cento al 3 per cento: gli ideali valgono di più dei seggi. Pensiamo ad altro: in queste ore sta succedendo di tutto tra Serbia e Kosovo, c’è la crisi: che si pensi al Paese. Chi vince avrà il nostro rispetto, non si aggrediscono gli avversari.

Nomi ministri, troppo presto farli?

“Sarebbe giusto, ma ricordo che quando sono stati fatti nessuno di loro è stato nominato. Non sappiamo chi è il presidente del Consiglio, figuriamoci i Ministri. Si dovrebbe votare in due giorni e far votare gli studenti fuori sede”.

Nelle ultime ore è stata attaccata Giorgia Meloni, etichettata come fascista, lo trova fuori luogo?

“La Meloni non è fascista, è una donna di destra che non voterò mai. Ha alleati imbarazzanti, ma darle della fascista significa demonizzarla come la sinistra faceva con Berlusconi.

Al centro con Calenda lei potrebbe trovare anche Brunetta, Gemini e Carfagna (che hanno lasciato Forza Italia)

“Per loro è più logico stare in un centro moderato che con la sinistra che addirittura non ha votato Draghi. Questo Fratoianni, che è segretario della sinistra ex comunista e che è coalizzato con il centrosinistra, ha sempre votato contro Draghi. Inutile attaccare la Meloni che ha sembra votato contro Draghi se poi imbarchi quelli che sono contro Draghi anche loro”.


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