Morì ad agosto, a 24 anni, per overdose; sei arresti a Brescia per aver ceduto la dose letale a Francesca

22 marzo 2021, ore 11:19 , agg. alle 12:21

Tra gli indagati la posizione più grave è quella di Michael Paloschi che avrebbe iniettato eroina a Francesca Manfredi, causandole l'overdose; la ragazza fu ritrovata senza vita in una vasca colma di ghiaccio, in casa; con lei oltre all'uomo, un'altra coetanea: i due avrebbero cercato di farla rinvenire con il ghiaccio

Si è ampliata la platea dei presunti responsabili della morte di Francesca Manfredi, la 24 enne bresciana stroncata da un mix di alcol e droga, il 23 agosto scorso, in casa, a Fornaci, frazione di Brescia: sono sei gli arrestati dalla Polizia, in seguito alle ordinanze di misure cautelari emesse dall’Autorità Giudiziaria, dietro richiesta del Pubblico Ministero Benedetta Callea. Sono accusati di aver ceduto sostanza stupefacenti alla giovane, quelle stesse che, mixate con alcol, hanno portato alla sua morte.

I fatti

È il 23 agosto, domenica mattina, e Francesca, da poco trasferitasi in una nuova casa, di proprietà della madre, in un quartiere periferico di Brescia viene trovata senza vita, nella vasca da bagno, stroncata da un’overdose; con lei, ci sono due amici con cui Francesca ha trascorso il fine settimana e che hanno dato l’allarme, chiamando il 118. I soccorsi, arrivati alle 10, sono inutili, però. Francesca è morta già da qualche ora. Gli amici, un 32enne Michael Paloschi, accusato ora di omicidio preterintenzionale e in carcere con altri due indagati, e una coetanea della ragazza avrebbero cercato di farla rinvenire, riempiendo di ghiaccio la vasca, dopo aver capito che il suo malore era molto più grave di quanto pensassero. Nel corpo della ragazza, l'autopsia aveva rinvenuto diverse droghe: cocaina, eroina, benzodiazepine e ketamina, un potentissimo anestetico usato in veterinaria. A uccidere la ragazza però sarebbe stata l’eroina, che le era stata somministrata da Paloschi, che poi, secondo l’accusa si sarebbe allontanato da casa per eliminare le siringhe usate. «Iniettando la sostanza stupefacente letale a Francesca per via endovenosa, perché lo sballo sarebbe stato più forte di quello provocato dal fumarla, Paloschi deve quindi rispondere di omicidio preterintenzionale» scrive il Gip nell’ordinanza di custodia cautelare. Paloschi e altre due persone si trovano in carcere, mentre altre tre sono agli arresti domiciliari.

Party letale

Il festino,  cominciato già la sera di venerdì 21 agosto, era stato organizzato da Francesca. Lei, con problemi di tossicodipendenza e un vissuto non facile, si era iscritta a un gruppo del Sert, per farsi aiutare. Voleva uscirne. Ma non ne ha avuto il tempo. Un durissimo atto d’accusa lo aveva lanciato il fidanzato della ragazza che dalle colonne del Giornale di Brescia, nei giorni successivi alla tragedia, aveva dichiarato che Paloschi e la 24enne invece di chiamare subito i soccorsi, erano usciti a comprare il ghiaccio. Il corpo della giovane è stato rinvenuto in una vasca da bagno, proprio coperto di ghiaccio per cercare di rianimarla. I due avrebbero chiamato i soccorsi una volta resosi conto che non respirava, ma Francesca era morta da almeno due ore.

Morì ad agosto, a 24 anni, per overdose; sei arresti a Brescia per aver ceduto la dose letale a Francesca
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