Napoli, il 'no' degli esperti al nuovo trapianto per il bimbo di 2 anni. La vicinanza del Monaldi e le indagini in corso

Napoli, il 'no' degli esperti al nuovo trapianto per il bimbo di 2 anni.  La vicinanza del Monaldi e le indagini in corso

Napoli, il 'no' degli esperti al nuovo trapianto per il bimbo di 2 anni. La vicinanza del Monaldi e le indagini in corso


Patrizia, la mamma di Domenico, ha atteso fuori la stanza del figlio il parere dei cardiochirurghi riuniti per valutare il nuovo impianto. Pregava, supportata dal cardinal Battaglia. Ora, le indagini sui fatti

Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto. Questo è il drammatico parere dell’equipe di luminari della cardiochirurgia pediatrica riuniti al Monaldi di Napoli sull’impianto di cuore nuovo al bimbo di due anni e mezzo al quale lo scorso dicembre era stato trapiantato un organo cardiaco risultato danneggiato. Si è trattato di "un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile" scrive il nosocomio nella nota diffusa dopo il responso medico. "Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono idonee a un nuovo trapianto". Poi la direzione del Centro Trapianti dell'ospedale napoletano ha espresso la "più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile".  Il 23 dicembre scorso è stato impiantato nel bambino un organo bruciato dal ghiaccio secco utilizzato nel trasporto e danneggiato da una catena di errori commessa dai sanitari non formati all’uso dei box di nuova generazione.

DOMENICO E IL CUORE

Il bimbo, Domenico il suo nome, è nella terapia intensiva dell’ospedale, sarebbe sveglio per il consulto dei medici arrivati da tutta Italia, dopo 57 giorni di coma farmacologico. L’avvocato della famiglia aveva parlato di un 10% di possibilità di riuscita dell’intervento, e aveva detto che la mamma di Domenico, sarebbe stata disposta a rischiare. Ma come una mannaia, è arrivata la sentenza dei maggiori esperti italiani. Il team di medici (Hart Team) è composto da luminari italiani di strutture quali: Il Bambin Gesù di Roma, che resta il centro di riferimento; l’azienda ospedaliera dell’Università di Padova; l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; l’ospedale Regina Margherita di Torino. A questo punto, il cuoricino andrà a uno dei tre piccoli pazienti che attende l’impianto, a seconda dei parametri che verranno stabiliti dallo studio dei casi.

LE INDAGINI

Intanto, nell’ospedale napoletano è in corso il controllo degli ispettori del ministero della Salute che dovranno fare chiarezza sui fatti attraverso l’acquisizione di tutti i documenti sulla vicenda. Gli ispettori si recheranno anche a Bolzano, da dove è partito il cuore, poi lesionato. E mentre tutto accade, mamma Patrizia continua a pregare per il suo bambino assistita dal cardinale Domenico Battaglia che la supporta, e forse spera in un miracolo.



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