Nella puntata di oggi di Giletti 102.5 le voci di Beppe Severgnini e Nicola Porro sull’attuale scenario politico

05 febbraio 2021, ore 10:30 , agg. alle 11:39

Il venerdì mattina a partire dalle 8.00 in diretta su RTL 102.5, il consueto appuntamento con Giletti 102.5 condotto da Massimo Giletti e Luigi Santarelli. Al centro sempre la stretta attualità e microfoni aperti per gli ascoltatori

Beppe Severgnini commenta la scelta di Mario Draghi al Governo: “I soldi in cambio di niente non esistono in Europa ma, il motivo per cui arriva Mario Draghi è perché l’Europa non dà 209 miliardi a un paese che ha dimostrato di non essere pronto a spenderli e a renderne conto. Ho spesso pensato che questo Governo avesse meritato durante la primavera e un uomo inesperto come era Giuseppe Conte avesse affrontato anche con un certo coraggio e sorprendendo anche se stesso, questa pandemia, ma per la ricostruzione in questo 2021 serviva una persona, come Mario Draghi, qualcuno che fosse abituato a maneggiare quel tipo di soldi e di impegni”. “L’Europa si aspetta qualcosa di serio e io mi auguro che possiamo farlo e mi auguro che la politica capisca che siamo a questo punto: di fatto sono stati commissariati, Mattarella ha parlato giustamente di un Governo politico perché alla fine bisogna sostenerlo in Parlamento, ma la politica italiana è stata commissariata. La verità è che noi abbiamo ballato il twist sul trampolino sull’abisso e ancora continuano, c’è questo gusto nel crogiolarsi nel tatticismo politico, alcuni l’hanno capito, i leader dei partiti credo l’abbiamo capito. La cosa più interessante sarà quella di vedere cosa farà Salvini”.

“I soldi che l’Europa ci dà, alcuni sono regali, a fondo perduto, altri sono prestiti: quando Mario Draghi tra qualche settimana si troverà a parlare Merkel e Macron vuol dire che improvvisamente cambia tutto e l’Italia torna ad essere uno dei tre grandi d’Europa perché Draghi lo rispettano eccome”.


Così il commento di Nicola Porro sugli ultimi sviluppi politici e sull’arrivo di Mario Draghi: “Adesso senza Arcuri e Conte non avrò più un nemico da attaccare, non saprò più come fare la televisione. Mario Draghi penso fosse il modo migliore per uscire da questo empasse, però stiamo calmi che non abbiamo ancora il Governo e non sappiamo ancora cosa farà, come si fa a giudicare il Presidente del Consiglio in carica solo per il suo straordinario passato? I suoi compagni di viaggio conteranno molto non si può pensare che Draghi faccia tutto da solo”.

“Grillo è un pagliaccio, quando sa che c’è una grande platea, sa che in quel momento può recitare la sua parte, ho la massima disistima di Grillo, ho rispetto del Movimento 5 Stelle oggi più di quanto ne ho di Grillo. TI ricordo che Grillo disse. ‘io i giornalisti, li voglio mangiare digerirli e vomitarli’, nei confronti di Grillo o Arcuri i giornalisti dovrebbero ritrovare un po’ di dignità e lasciarlo parlare da solo”. “Mattarella non ha scelto un uomo del PD perché non avrebbe raggiunto una maggioranza più larga rispetto a quella che Draghi avrà, lui avrà un grandissimo consenso trasversale, ha salvato l’euro e ci ha salvato anche dai tedeschi, è uno tosto”.

“Conte credo si candidi a diventare il punto di riferimento del Movimento 5 Stelle, con il PD, questa è una cosa interessante il vero tema di questa operazione è se Conte è ancora credibile nei prossimi due anni, perché se Draghi ce la fa, non si andrà a votare prima dei due anni: Conte resisterà senza Governo due anni a fare il leader di un partito che perderà il 50% dei suoi parlamentari, dopo avere votato per il taglio degli stessi?”.


Nella puntata di oggi di Giletti 102.5 le voci di Beppe Severgnini e Nicola Porro sull’attuale scenario politico
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