No Vax pronti a manifestare anche con le armi a Roma, blitz della polizia con perquisizioni in tutt'Italia

09 settembre 2021, ore 11:09

Blitz della Polizia Postale e della Digos, otto indagati, tra loro cinque donne; su una chat Telegram pianificavano di infiltrarsi nella manifestazione organizzata per sabato a Roma; nelle perquisizioni trovati coltelli e bastoni

Avevano in mente di infiltrarsi nella manifestazione no Vax, prevista sabato a Roma,  anche con le armi, gli indagati, individuati nel corso di un'operazione, coordinata dalla Procura di Milano ed eseguita dalla Polizia Postale e dalla Digos,  contro alcune delle frange più estremiste del movimento attive sulla piattaforma di messaggistica Telegram. Gli inquirenti hanno ricostruito, attraverso una delicata attività d'indagine, l'intenzione degli indagati di munirsi di coltelli e di altri ordigni rudimentali in vista della partecipazione all'evento No Vax in programma nella Capitale al Circo Massimo tra due giorni.

'Guerrieri' No Vax pronti a tutto, anche a usare le armi

Il nome del gruppo Telegram finito sotto la lente della Polizia Postale e della Digos è evocativo: "I guerrieri". Tra loro cinque sono donne. Sono state definite dagli inquirenti come "molto determinate e arrabbiate" e rappresentavano gli elementi di spicco attivi sulla chat al centro dell'operazione di Polizia Postale e della Digos. Il profilo generale degli appartenenti a questo gruppo è definito di "profilo basso" senza "esponenti d'area", si tratta, spiegano gli inquirenti, di gente comune: disoccupati, operai, portinai, camerieri. Uno degli uomini, che aveva un porto d'armi, era conosciuto per essere vicino all'indipendentismo veneto, ma al momento non sarebbe emerso niente di più strutturato. Le "azioni violente" che stavano programmando, erano "tese a mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale". Lo  si legge nel decreto di perquisizione firmato dal capo del pool antiterrorismo della Procura di Milano Alberto Nobili e dal pm Piero Basilone nei decreti di perquisizione. Secondo quanto ha ricostruito ai microfoni di RTL 102.5, il dirigente della Digos, Guido D'Onofrio, "i soggetti individuati nel corso delle indagini, avevano in programma di deviare il percorso della manifestazione in programma sabato prossimo a Roma, per arrivare ai Palazzi del potere;  gli indagati usavano Telegram come base di partenza per infiammare gli animi e poi progettare azioni eclatanti. Molto spesso, gli indagati erano comunque 'leoni da tastiera', attivi sui social". Le indagini hanno evidenziato poi che incitavano gli altri membri del gruppo a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza, contro non meglio precisati 'obiettivi istituzionali' o approfittando della visita di esponenti dell'esecutivo, come quella, poi annullata, prevista a Padova lo scorso 2 settembre da parte del Ministro della Salute, Roberto Speranza.

Perquisizioni in tutt'Italia

Perquisizioni si sono svolte in tutt'Italia, da Milano a Padova, da Venezia a Reggio Emilia, a Roma, nelle abitazioni degli indagati  alla ricerca di documenti "di qualsiasi natura (anche informatici)" e dispositivi, come notebook, cellulari, memorie o supporti  informatici, "utili alla ricostruzione dei fatti e della responsabilità". Ritrovate anche armi, come coltelli e bastoni.

No Vax pronti a manifestare anche con le armi a Roma, blitz della polizia con perquisizioni in tutt'Italia
Tags: Covid, Digos, NoVax

Share this story: