Nuova Alitalia, è rottura tra i sindacati e Ita; i tagli al personale ci saranno, mobilitazione dei dipendenti

21 settembre 2021, ore 11:20

Il piano per la rinascita della compagnia prevede meno aerei, meno rotte e quindi meno dipendenti; secondo il governo è l'unico modo per sopravvivere e mettere fine a decenni di sprechi e cattive gestioni; i sindacati si mobilitano, ma Ita va dritta per la sua strada

FRATTURA INSANABILE

Non si ricompone la frattura tra la dirigenza di Ita e i sindacati. Del resto, c’è poco da ricomporre. La nascita della nuova Alitalia prevede una compagnia molto più snella, con meno aerei, meno rotte, meno dipendenti. Secondo la società e secondo il governo è l’unico modo per sopravvivere e mettere fine ad anni di sprechi e di cattive gestioni. Attualmente Alitalia ha circa 10000 dipendenti, Ita ripartirà con 2300 assunti. Il calcolo è semplice e crudele: ci sono 7700 esuberi. E per chi rimane c’è un contratto meno vantaggioso, con meno privilegi. Logico che il sindacato faccia il suo lavoro e si opponga, ma la strada ormai sembra tracciata. La vecchia Alitalia cesserà di volare il 14 ottobre, il 15 ottobre decollerà la nuova Ita.


IL PASSATO NON RITORNA

La musica rispetto al passato è cambiata. La politica, che per anni non ha voluto prendersi la responsabilità di mettere la parola fine al buco finanziario di Alitalia, questa volta non ha badato a tornaconti elettorali. E con le parti sociali l’azienda non tratta, comunica. I rappresentanti sindacali ieri hanno occupato simbolicamente la sede della compagnia all’Eur, l’azione si è conclusa nella notte. I sindacalisti sono usciti intorno alla mezzanotte, dopo quasi sei ore, dalla sede della società dopo che nel pomeriggio, al termine dell'incontro concluso con la rottura sul contratto, avevano deciso di non abbandonare il tavolo. Oggi la protesta proseguirà con un presidio a Piazza San Silvestro, nel centro di Roma.


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I PASSEGGERI NON HANNO COLPE

Nel pomeriggio sono previste assemblee dei dipendenti a Fiumicino. Nella speranza che non ci siano troppi disagi per i passeggeri, che pagano i biglietti e non hanno colpe. E’ già capitato nelle scorse settimane: con voli partiti in forte ritardo senza che i bagagli fossero stati imbarcati in stiva, a causa delle proteste di chi è preoccupato per il suo futuro: preoccupazioni legittime, ma provocare disservizi e disagi ai passeggeri non sembra un modo proficuo di agire: si spera di avere la solidarietà dei viaggiatori? Spesso accade il contrario, in aeroporto spesso ci è capitato di sentire qualcuno che esasperato ha urlato: “Fanno bene a licenziarli!”. Ovviamente non è questa la nostra posizione, ma bisogna anche tenere conto della situazione: la compagnia non può più pensare di andare avanti con il metodo del passato, quando si è imbarcata troppa gente. Scendere è sempre doloroso, ma i dipendenti di Alitalia devono sapere che da un’altra società sarebbero stati lasciati a casa anni fa.


Tags: ALITALIA, FIUMICINO, ITA, SINDACATI

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