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07 novembre 2018

Nuove regole Ue per audiovisivo, da Netflix ai minori

Dal Consiglio Europeo il via libera finale alla direttiva europea

Il mondo dell'audiovisivo europeo si mette al passo con la rivoluzione di internet. Con il 'timbro' finale dei 28 arrivato dopo l'intesa di aprile e l'ok del Parlamento europeo di ottobre, le nuove regole Ue su film, tv, pubblicita' e protezione dei minori online sono ora pronte per entrare in vigore una volta pubblicate sulla Gazzetta ufficiale Ue. Da li' scatteranno i 21 mesi di tempo dati agli Stati membri per aggiornare la legislazione nazionale. Tra le novita' principali, l'obbligo per le piattaforme di video su richiesta, come Netflix e iTunes, di avere in catalogo almeno il 30% di produzioni europee e dar loro adeguata visibilita'. Scattera' inoltre un contributo alle produzioni cinematografiche europee sia tramite investimenti diretti in contenuti o via contributi ai fondi audiovisivi nazionali, in modo proporzionale ai ricavi ottenuti in quel Paese o legati al Paese del pubblico cui si rivolgono. Sul fronte della protezione dei minori, viene esteso il divieto di sponsorizzazione di prodotti dannosi per la salute e del teleshopping anche alle piattaforme online, come gia' avviene per le tv. Giro di vite anche sui contenuti pedopornografici, violenti, di incitamento all'odio e terroristici, esteso alle piattaforme di videosharing o livestreaming come Youtube, Facebook o Instagram. Tutti, inoltre, dovranno mettere in piedi un sistema di segnalazione e rimozione dei contenuti pericolosi. Cambia infine il sistema della pubblicita': si introduce un tetto alla concentrazione degli annunci pubblicitari per fasce orarie anziche' su base oraria, con un 20% complessivo di spot 'spalmabile' tra le ore 6-18 e poi nel prime time 18-mezzanotte. Alle tv tradizionali viene inoltre garantita l'integrita' del segnale, ossia il divieto da parte delle smart tv di modificare o aggiungere opzioni a quanto trasmesso in analogico, come la possibilita' di registrare programmi sul cloud. 

Nuove regole Ue per audiovisivo, da Netflix ai minori