Oggi il varo della Manovra da 22 miliardi, maratona notturna per gli ordini del giorno

Oggi il varo della Manovra da 22 miliardi, maratona notturna per gli ordini del giorno

Oggi il varo della Manovra da 22 miliardi, maratona notturna per gli ordini del giorno Photo Credit: ANSA


Non sono mancate le fibrillazioni nel centrodestra, specie di marca leghista; ma alla fine la maggioranza ha trovato la quadra. Dal primo gennaio scattano rincari dell'1,5% sui pedaggi autostradali

OGGI IL VARO DELLA MANOVRA

Ecco il traguardo: alla Camera partono le dichiarazioni di voto. A seguire arriverà l’ok definitivo a una Manovra da 22 miliardi, il cui varo è stato complicato. Lo testimonia anche l’ultima maratona notturna, conclusa soltanto alle quattro e mezza con le votazioni sugli ordini del giorno: mozioni presentate da vari partiti, che non hanno un effetto concreto ma un intento politico, le chiamano bandierine: così ecco che la Lega chiede di non alzare l’età pensionabile, mentre il Movimento 5 Stelle insiste sullo stop alle spese militari.

RICHIESTE BIZZARRE

Gli ordini del giorno presentati in Aula a Montecitorio sono state ben 239. Non sono mancate le richieste, alcune bizzarre, magari per strizzare l’occhio ai territori. Segnaliamo tra l’altro l'esposizione permanente sulle tradizioni rurali di Rocca San Casciano al festival Verdi, il completamento di un Palazzetto dello Sport a Lucca fino alla realizzazione di una nuova fermata dei treni ad Alta velocità tra Fidenza e Soragna, in provincia di Parma. Poi altre questioni che riguardano fertilità, tutela dei parrucchieri, cibo per cani e gatti. Insomma, un po’ di tutto.

AUMENTO DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI

Il governo si impegna a valutare (per l’anno prossimo), intanto però oggi vanno chiusi i conti. L’ultima novità, questa sì che è concreta, riguarda l’aumento dei pedaggi autostradali, che dal primo gennaio cresceranno dell’1,5% su tutta la rete. L’opposizione attacca il ministro dei trasporti, Matteo Salvini replica dando la colpa alla Corte Costituzionale. In generale il centrosinistra bolla questa finanziaria come asfittica e priva di prospettive di crescita. Nella maggioranza non sono mancate le fibrillazioni, specie di marca leghista: ma alla fine – con qualche mugugno- è stata trovata la quadra.



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