Omicidio Caruana, confessa Vince Muscat, la giornalista maltese fu uccisa facendo esplodere un'autobomba

23 febbraio 2021, ore 18:41 , agg. alle 15:47

Gli accusati sono tre, gli altri due negano, una quarta persona, l'imprenditore Fenech è accusato di essere il mandante, Daphne Galizia Caruana indagava su un episodio di corruzione


Svolta nella vicenda dell’omicidio della giornalista maltese Daphne Galizia Caruana, uccisa nel 2017, con una bomba che fu collegata al motorino di avviamento della  sua auto. Uno dei tre uomini sotto accusa, Vince Muscat, detto 'Il-Kohhu', per la prima volta dall'inizio del processo, dissociandosi dai complici si è dichiarato colpevole. Le sue rivelazioni hanno consentito di arrestare tre persone accusate di aver fornito l’esplosivo per l’ordigno che uccise la giornalsita. Muscat è stato condannato a 15 anni di prigione. A lui, prima di annunciare la sentenza, la giudice Edwina Grima ha chiesto se intendesse ripensare la dichiarazione di colpevolezza. Muscat ha risposto non c’è n’è bisogno. 

Arresti immediati

Subito dopo la deposizione di Vince Muscat, sono stati tratti in arresto i fratelli Adrian e Robert Agius e Jamie Vella, secondo quanto riporta il quotidiano  Times of Malta. Il giornale  riferisce pure che la grazia completa chiesta da Muscat per la sua collaborazione era stata in precedenza rifiutata dal governo. Poi però, l'uomo l'ha ricevuta  invece per le informazioni fornite su un altro omicidio, quello compiuto nel 2015 dell'avvocato Carmel Chircop. Secondo Muscat il piano originario era quello di uccidere la giornalista con armi di precisione. Agius e Vella avevano pure fornito dei fucili con mirini telescopici ma le armi si erano rivelate  difettose. A quel punto si è deciso di cambiare strategia e usare  un’autobomba. Muscat ha descritto il dispositivo esplosivo: era grande la metà di un foglio A4 e si attivava con un codice da inviare tramite sms.


Gli altri imputati non hanno cambiato atteggiamento

Muscat dovrà pagare comunque 42mila euro in spese processuali. Era accusato insieme ai fratelli Alfred e George Degiorgio, di avere installato e fatto detonare l'ordigno che ha ucciso Daphne  Caruana Galizia nella sua auto nell'ottobre del 2017. I due non hanno ammesso colpe. Un quarto uomo, l'imprenditore Yorgen Fenech, è accusato di avere pagato i tre uomini per l'omicidio. Fenech  continua a negare il suo coinvolgimento.  In una dichiarazione letta in aula, la famiglia di Caruana Galizia ha detto di sperare che l'ammissione di colpevolezza fatta da Muscat possa portare alla "piena giustizia" nella vicenda, a far pagare ogni persona coinvolta. Matthew il figlio della giornalista, il mese scorso aveva raccontato in aula che insieme con la madre aveva indagato nel 2017 su una vicenda di corruzione legata alla costruzione di una centrale elettrica da parte della Electrogas, un consorzio del quale è azionista Fenech.

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Tags: Caruana, Daphne, Malta

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