Recovery, il premier Draghi presenta il piano a Montecitorio: il destino dell’Italia in 248 miliardi

26 aprile 2021, ore 18:47

Monito del presidente del Consiglio contro "i ritardi e le miopie di parte". Illustrati alla Camera gli obiettivi del Pnrr: riparare i danni della pandemia, sanare le debolezze strutturali e attuare la transizione ecologica. Domani il passaggio al Senato

I progetti, le missioni, la governance, le risorse. Mario Draghi alla Camera illustra il recovery plan italiano chiedendo uno sforzo corale a tutte le istituzioni, per un piano che mette sul piatto il destino del paese.


Il monito

Per questo, il premier dice no a ''miopi visioni di parte'' e lancia un appello repubblicano per la costruzione del futuro dell'Italia. "Sono certo che l'onestà, l'intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti. Questa certezza non è sconsiderato ottimismo, ma fiducia negli Italiani, nel mio popolo, nella nostra capacità di lavorare insieme quando l'emergenza ci chiama alla solidarietà, alla responsabilità", è uno dei passaggi conclusivi nell'aula di Montecitorio.


Gli obiettivi

Riparare i danni della pandemia è il primo obiettivo del Recovery plan, secondo il premier Mario Draghi illustrando il testo alla Camera. "Il pil è caduto dell'8,7, i giovani e le donne hanno sofferto di più il calo dell'occupazione", ha ricordato. Le funzioni di monitoraggio sono affidate al Ministero dell'Economia, ha detto ancora Draghi, la cabina di regia è a Palazzo Chigi. In tutto si tratta di 248 miliardi, stanziati circa 50 miliardi per digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: 41 con il Dispositivo Europeo e 8,5 con il Piano nazionale. Nessun taglio all'ecobonus e un impegno per estenderlo al 2023. Saranno destinati 70 miliardi alla transizione ecologica, 31 ai trasporti, 32 alla istruzione, 22 al lavoro, 4,6 ad asili e materne. E arriva un piano pure per la parità di genere. E la garanzia dello Stato ai giovani per l’acquisto della prima casa.


Il messaggio

Sul Recovery plan si gioca "il destino del Paese", perché il piano "non è solo numeri", ma contiene "le vite degli italiani". Insomma, Mario Draghi presenta alla Camera il Piano nazionale di ripresa e resilienza che entro il 30 aprile dovrà essere consegnato a Bruxelles e prima di elencare il merito e i dettagli delle misure consegna al Parlamento un messaggio politico: nel piano "c'è anche e soprattutto il destino del Paese - dice Draghi - la misura di quello che sarà il suo ruolo nella comunità internazionale. La sua credibilità e reputazione come fondatore dell'Unione europea e protagonista del mondo occidentale: non è dunque solo una questione d reddito, lavoro, benessere, ma anche di valori civili, di sentimenti della nostra comunità nazionale che nessun numero, nessuna tabella potranno mai rappresentare". Ritardi, inefficienze, "miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite - continua il premier - soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarà più il tempo per porvi rimedio". Draghi cita Alcide De Gasperi, e con le parole dello statista democristiano aggiunge che il "rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune" Poi il premier entra nel dettaglio, elenca i settori chiave che saranno finanziati con i fondi in arrivo dall'Europa, precisando che per non bastano solo i piani di investimento, ma servono anche le riforme di sistema richieste da Bruxelles e necessarie per ottenere i finanziamenti, a cominciare da quelle della giustizia e della pubblica amministrazione.


I progetti

La gran parte dei fondi, il 40%, sarà destinato a progetti 'verdi', dice Draghi, i progetti digitali peseranno per il 27%. il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno, una quota del 40 per cento. A regime, nel 2026, il Pnnr farà crescere il Pil del 3,6% in più "e anche l'occupazione sarà più elevata, di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base nel triennio 2024-2026". il capo del governo elenca poi le missioni e gli obiettivi del programma varato dalla Ue l'estate scorsa per fare fronte alla più grande recessione della storia europea dai tempi della II Guerra mondiale. Quasi 50 miliardi saranno destinati alla cultura, la digitalizzazione, l'innovazione e la competitività, circa 70 miliardi andranno alla transizione ecologica, aggiunge il premier, secondo cui "non c'è stato alcun taglio sul superbonus al 110 per cento" la cui sostenibilità sarà valutata nella legge di bilancio dell’'anno prossimo. E poi ancora 31 miliardi per infrastrutture e trasporti, quasi 32 miliardi per l'istruzione, dal reclutamento e la formazione degli insegnanti all'ammodernamento delle infrastrutture scolastiche, alla ricerca. Oltre 22 miliardi del Recovery saranno utilizzati per le politiche attive del lavoro, 18,5 miliardi per "rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio e modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario". Una quota di 4,6 miliardi sarà investita per "costruire nuovi asili nido, scuole materne e servizi di educazione e cura per la prima infanzia". E infine sostegno alle famiglie, compreso un decreto che sarà approvato a breve "per aiutare i giovani a contrarre un mutuo per acquistare una casa". "Sono certo che l'onestà, l'intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti - conclude Draghi - questa certezza non è sconsiderato ottimismo, ma fiducia negli Italiani, nel mio popolo, nella nostra capacità di lavorare insieme quando l'emergenza ci chiama alla solidarietà, alla responsabilità”.

Recovery, il premier Draghi presenta il piano a Montecitorio: il destino dell’Italia in 248 miliardi
Tags: appello, Camera, Draghi, Pnrr

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