Revocati i domiciliari, Fabrizio Corona deve tornare in carcere, lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Milano

11 marzo 2021, ore 17:30 , agg. alle 12:33

L’ex agente fotografico deve tornare in carcere, lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Milano che ha revocato per Fabrizio Corona i domiciliari

Fabrizio Corona deve tornare in carcere, è quanto ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Milano che ha revocato gli arresti domiciliari per violazioni delle prescrizioni in detenzione domiciliare, che aveva ottenuto più di un anno fa. A Corona sono contestate alcune apparizioni in televisione e l'uso dei social network, che erano proibite all’ex agente fotografico. Il suo legale, l’avvocato Ivano Chiesa, ha riferito che dopo aver comunicato la decisione dei giudici, Corona si è ferito ai polsi. “Quando gliel'ho comunicato si è ferito ai polsi”, ha detto l'avvocato Chiesa, che poi ha chiamato un’ambulanza che è intervenuta immediatamente. Insieme ai soccorritori c’erano anche gli agenti della Questura, ma quando i poliziotti erano pronti a prelevarlo per riportarlo in carcere, Corona ha cercato di sfilarsi dalle loro braccia e, con i piedi ha colpito e spaccato un vetro dell’ambulanza. Quindi l’ex agente fotografico è stato portato in ospedale. Ha riportato ferite lievi alle braccia.


Corona attacca i magistrati in un video

Dopo aver appreso la notizia della revoca dei domiciliari, Fabrizio Corona ha pubblicato un video su Instagram in cui con il volto sporco di sangue, dopo essersi ferito, attacca i magistrati. “Questo è solo l'inizio, dottoressa Corti, signor Lamanna questo è solo l'inizio” reagisce così nel video, Fabrizio Corona, che prosegue: “Quant'è vero Iddio sacrificherò la mia vita per togliervi da quelle sedie. Vergogna. Chiedo, se no mi taglio veramente la vita, che venga il presidente del Tribunale di Sorveglianza, che guardi gli atti il presidente". Nel video Corona mostra anche le chiazze di sangue dopo essersi ferito e la faccia sporcata col sangue. "Avete creato un mostro", aggiunge.


Corona non si stava curando

Nell’udienza di lunedì, il pg Lamanna aveva posto l’accento sul fatto che Corona in detenzione domiciliare non si stava curando, ma, al contrario, utilizzava la libertà concessa in modo strumentale e facendo notare che solo col “rispetto delle prescrizioni” si può dimostrare “l'adesione al programma terapeutico”. Il procuratore generale aveva poi chiesto la revoca del differimento pena a partire dalla “diffida” del 27 ottobre e dunque con altri 4 mesi da scontare di nuovo.


Dentro e fuori dal carcere

Fabrizio Corona negli ultimi anni è stato più volte incarcerato e rilasciato: nell’ottobre 2015 l’agente fotografico ottenne il primo affidamento terapeutico, ma il provvedimento gli fu revocato un anno dopo. Nel febbraio 2018 ottenne un affidamento provvisorio, ma anche questo gli fu revocato e Corona dovette ritornare in carcere nel giugno 2018. Il terzo affidamento risale al novembre 2018, ma anche questo fu sospeso a marzo 2019 con revoca ad aprile dello stesso anno. Nel dicembre di due anni fa l’uscita dal carcere per il deferimento della pena con detenzione domiciliare per curarsi.


L’ambulanza danneggiata

Il mezzo danneggiato da Corona appartiene all'associazione Croce Maria Bambina di Milano che “a fronte di quanto accaduto si riserva ogni e più opportuna azione giudiziaria, sottolineando come la violenza sia da condannare sempre, a maggior ragione quando è rivolta verso un mezzo di soccorso ed i volontari che vi operano a bordo”, ha dichiarato l'avvocato Daniele Pizzi, legale dell'ente.


Revocati i domiciliari, Fabrizio Corona deve tornare in carcere, lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Milano
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