Roberto Fico a RTL 102.5: “Di Maio è il passato. Associare Meloni al fascismo è un errore"

17 settembre 2022, ore 10:50

Il Presidente della Camera del Movimento Cinque Stelle, Roberto Fico è stato ospite questa mattina di RTL 102.5 in Non Stop News con Barbara Sala, Enrico Galletti, Luigi Santarelli e Antonio Sica

Dove si vede tra qualche mese? “Non lo so, per ora sono in campagna elettorale con il M5S e stiamo affrontando tanti temi. Per me è importante ciò che è stato in questi anni, ripeto che è stato un onore presiedere l’assemblea di Montecitorio in una legislatura difficile. Ho avuto due mandati esplorativi con il Presidente della Repubblica, c’è stata la pandemia, la guerra, è stata una legislatura intensa e formativa e sento di aver fatto quest’esperienza con tutti gli italiani. Sono grato”.
Fico non sarà ricandidato perché dopo due mandati non può esserci la ricandidatura. C’è qualche malcontento? “Questa è una regola che ci siamo dati all’inizio dell’avventura del M5S. Credo che dopo dieci anni sia arrivato il momento di rispettare questa regola e credo che la coerenza in questa fase sia molto importante ed è giusto rispettarla. Credo che questo sia stato compreso dalle persone come un atto coerente”.

LA CADUTA DEL GOVERNO DRAGHI

Il governo Draghi non aveva più una maggioranza stabile perché c’erano segnali problematici da un po’ di tempo nelle commissioni, su tante tematiche c’erano divisioni. Man mano che si va avanti ogni forza politica vuole tirar fuori in modo più sentito la propria identità su alcune tematiche”.
Non c’è il rischio di arrivare all’ipotesi di un nuovo governo così largo? “Credo che dobbiamo avere governi politici nel nostro Paese. La legge elettorale non è buona. Il Rosatellum è stato costruito ad arte nel 2017 per cercare di favorire le aggregazioni perché il M5S all’epoca andava da solo, e all’epoca il M5S si oppose. Chi oggi ha alleati ha maggiore favore per i colleghi uninominali”.

L’EMERGENZA NELLE MARCHE

Il grande tema attuale sono i cambiamenti climatici. Noi come Paese e partiti dobbiamo averli al primo posto, tant’è che il M5S propose di costruire il Ministero per la transizione ecologica. Quando accadono queste tragedie ce ne rendiamo sempre più conto. Dobbiamo agire il prima possibile. La questione ambientale è una questione madre, una questione di lavoro, di giustizia generazionale, talmente importante che oggi qualsiasi politica tu faccia devi avere all’interno la transizione ecologica che comprende anche quella energetica”.

IL M5S E IL PD

Una questione chiusa? “In questo momento non ci sono margini di accordi o condivisioni particolari, quindi assolutamente sì”.
Che senso ha, quindi, correre insieme al PD in alcune regioni? “In questo momento non ci sono possibilità. Noi abbiamo un’agenda progressista chiara e coerente e su alcune situazioni locali, ad esempio a Napoli dove abbiamo lavorato insieme e abbiamo eletto il sindaco. In questo momento nelle elezioni non siamo riusciti a poter andare insieme per tanti motivi, così oggi rimangono le cose”.

LA SCISSIONE DI DI MAIO

Il nuovo movimento di Di Maio vi farà perdere parecchi voti? “Se guardiamo i sondaggi a me sembra esattamente il contrario, il movimento è in crescita in tutto il Paese e soprattutto al sud e in Campania dove poteva esserci la maggiore forza di Impegno Civico. Anche se lei parla di una scissione fresca per il movimento è proprio il passato, non c’è più dibattito su questa cosa, non esiste più”.
Siete voi il terzo polo o quello di Renzi e Calenda? “Noi siamo un polo progressista oggi chiaro, quindi ci muoviamo in quel binario in modo molto chiaro e trasparente. Esternamente e internamente, è il nostro grande valore aggiunto. Siamo un polo progressista, non il polo di Calenda e Renzi”.

IL PERICOLO FASCISMO

Crede che ci sia un pericolo fascismo? “Credo che parlare di fascismo anche associato a Giorgia Meloni sia un errore politico. Non condivido princìpi e valori della destra italiana ma dobbiamo dire che se vince la destra non va il fascismo a governare, ma un programma politico, che tocca anche la legge 194, che a me non piace e non mi rispecchia”.
Giorgia Meloni nelle scorse ore ha detto che la legge 194 non è in discussione. “Bene così. La battaglia che va fatta è su un campo politico senza mostrare spauracchi di alcun tipo o dire che tornerà il fascismo, una stupidaggine e un errore politico. Noi dobbiamo sapere che tipo di programma si applicherà al governo se andrà la destra, o se andrà il M5S. È così che si vota. So che se andrà il M5S al governo saranno rafforzate le politiche attive del lavoro sul reddito di cittadinanza che non verrà abolito, cosa che farebbe la destra. Noi vogliamo il salario minimo per legge perché il lavoro va pagato con dignità, ci sono situazioni in cui si viene pagati pochissimo e c’è uno sfruttamento a tutti i livelli”.


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Roberto Fico: il programma elettorale del Movimento Cinque Stelle
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