Russia, dialogo aperto ma riservato con il Vaticano. I filorussi, per gli ucraini a Severodonetsk è resa o morte

13 giugno 2022, ore 13:02

Le forze ucraine sono bloccate a Severodonetsk e ora "hanno due opzioni: arrendersi, o morire" dice il vicecapo del dipartimento della Milizia popolare della Repubblica Popolare del Donetsk Eduard Basurin. Gli ucraini, ieri, avrebbero fatto saltare in aria l'ultimo ponte

Per gli ucraini a Severodonetsk è “Resa o morte”. La sentenza arriva dal vicecapo del dipartimento della Milizia popolare della Repubblica Popolare del Donetsk Eduard Basurin. Il vicecapo sostiene, poi, che sono stati gli stessi ucraini a isolarsi dopo aver minato e distrutto l’ultimo ponte che collegava Severodonetsk con Lisichansk e ora non potrebbero lasciare la città. Intanto, sono ancora circa 500 i civili rifugiati nell'impianto chimico Azot della città, tra cui 40 bimbi.

MOSCA, DIALOGO APERTO E RISERVATO CON IL VATICANO

La Russia accoglie con favore gli sforzi di mediazione della Santa Sede nel conflitto in Ucraina. Lo afferma in un'intervista a Ria Novosti il direttore del Primo dipartimento europeo del ministero degli Esteri russo, Alexey Paramonov. "La dirigenza vaticana ha ripetutamente dichiarato la propria disponibilità a fornire ogni possibile assistenza per raggiungere la pace e porre fine alle ostilità in Ucraina. Queste affermazioni sono confermate nella pratica. Manteniamo un dialogo aperto e riservato su una serie di questioni, principalmente legate alla situazione umanitaria in Ucraina", dice Paramonov.

MOSCA, DISTRUTTE ARMI DONATE A KIEV DA USA E EUROPA

La Russia rivendica di aver distrutto nel Donbass altre armi inviate dall’Occidente all’Ucraina. "Una grande quantità di armi e attrezzature militari, parte delle quali sarebbero state donate al governo di Kiev da Usa e Europa”. Lo ha riferito il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Konashenkov, citato dall'agenzia Tass, missili ad alta precisione hanno colpito le forniture militari nei pressi della stazione ferroviaria di Udachne, nell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

KIEV, PER PORRE FINE A GUERRA SERVE PARITA' DI ARMI PESANTI

Per porre fine alla guerra l'Ucraina ha bisogno di parità di armi pesanti con la Russia. Lo ha dichiarato su Twitter il consigliere del capo dell'Ufficio del Presidente ucraino Mykhailo Podolyak, indicando il tipo di armamenti necessari. E ha aggiunto che la decisione sul numero di armi che l'Occidente invierà è attesa per mercoledì, quando i ministri della Difesa di tutto il mondo si incontreranno presso la sede della Nato a Bruxelles.

BERLINO NON CONFERMA VISITA SCHOLZ A KIEV

Il governo di Berlino non conferma la visita del cancelliere tedesco Olaf Scholz a Kiev questa settimana, insieme al premier italiano Mario Draghi e al presidente francese Emmanuel Macron. La missione di Scholz era stata annunciata ieri dalla Bild am Sonntag, che aveva parlato di una visita dei tre leader prima del vertice del G7 a fine giugno. La rivista online Focus aveva parlato di giovedì 16 giugno come possibile data del viaggio.

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DI MAIO, DA GUERRA DEL GRANO RISCHI GUERRE E FLUSSI INCONTROLLATI

"In questa fase ci preoccupano molto le ricadute del conflitto in Ucraina sulla sicurezza alimentare dell'Africa che risulta gravemente compromessa, nessun paese è esente dai drammatici effetti delle ingiustificabili iniziative militari di Mosca". Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio oggi in missione ad Addis Abeba. Il focus è sull’emergenza fame e su quella migratoria, Di Maio aggiunge “Parlare di guerra del grano non significa alimentare finte paure ma guardare con realismo a ciò che può succedere: tensioni sociali, colpi di stato, nuove guerre in africa, nuovi flussi migratori incontrollati anche In Italia".

Tags: Donbass, Luigi Di Maio, Russia, Santa Sede, Ucraina, Vaticano

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