San Gennaro, il sangue non si è sciolto, accadde anche con il colera nel 1973, poi nel 1980 con il terremoto

16 dicembre 2020, ore 21:40 , agg. alle 10:04

La teca con il sangue del santo è tornata nella cassaforte senza che sia avvenuto il miracolo dello scioglimento, la cerimonia svolta nel Duomo e non nella cappella

Un cattivo presagio da sempre, il miracolo di San Gennaro non si è rinnovato. Per i i circa 25 milioni di devoti lo scioglimento del sangue del santo nell’ampolla è un miracolo. La chiesa lo ha sempre considerato un prodigio, non altro. È atteso tre volte all'anno, si ripete, secondo tradizione, il 19 settembre, giorno del martirio del patrono di Napoli, il 16 dicembre (anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631, quando si narra che il santo riuscì fermò la lava alle ormai alle porte della città) e il sabato precedente la prima domenica di maggio, data della traslazione del corpo. Dopo un'intera giornata di preghiere con l'intonazione costante dell'antico canto delle "parenti" di San Gennaro, anche l’ultima messa si è conclusa con il nulla di fatto, l’ampolla è stata riposta nella cassaforte con il sangue solido alle 19.30. L'ultima volta che il prodigio non è avvenuto risale a 4 anni fa, il 16 dicembre 2016, ma in questa occasione il mancato scioglimento del sangue è stato particolarmente sentito dai fedeli. Al Museo del Tesoro di San Gennaro sono state infatti tantissime le telefonate per conoscere l’esito delle messe. Il prodigio di dicembre è conosciuto come "miracolo laico" perché si solitamente si svolge nella Cappella di San Gennaro, gestita dalla Deputazione di San Gennaro, istituzione laica fondata il 13 gennaio 1527 per un voto della città e presieduta dal sindaco di Napoli. Quest'anno però le celebrazioni si sono trasferite sull'altare maggiore del Duomo in modo da garantire il necessario distanziamento previsto dalle norme anti Covid, impossibile da rispettare all'interno della Cappella.

Il mancato scioglimento coincide spesso con fatti negativi


Il 2020 è un anno bisestile, accompagnato dallo scoppio del Covid 19, che già circolava dal 2019, dunque già abbastanza funesto, il mancato scioglimento del sangue di San Gennaro, come tutti sanno è un segnale decisamente negativo. Ecco un piccolo campionario degli avvenimenti segnati dal miracolo non ripetuto. Ci fu mancata liquefazione ad esempio nel 1939 e 1940, gli anni che portarono alla seconda guerra mondiale. Poi ci sono date anche più ravvicinate, come nel settembre del 1973, periodo della diffusione del colera a Napoli e nel settembre del 1980, anno del terremoto in Irpinia. Ma c’ è anche chi cerca di tenere alto il morale. “Vogliamo fare un atto di vera e profonda devozione al nostro Santo Gennaro, siamo uniti nel suo nome. È lui che ci aiuta a vivere, a testimoniare la fede, e anche se il sangue non si scioglie non significa chissà che cosa". Lo ha detto, durante l’ultimo tentativo, il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo "uscente" di Napoli e amministratore apostolico in attesa dell'arrivo del nuovo arcivescovo, monsignor Domenico Battaglia, parlando nel Duomo di Napoli ai fedeli.

Il prodigio secondo la scienza


Il mondo scientifico ha più volte provato a spiegare il prodigio, che per i devoti è un miracolo e basta. Il più noto esperimento è del 1991 quando alcuni ricercatori del Cicap dell'università di Pavia, diretti da Luigi Garlaschelli hanno studiato il mistero partenopeo. In un articolo pubblicato poi su Nature, gli studiosi hanno fatto riferimento al concetto di 'tissotropia', cioè quel fenomeno che riguarda la capacità di alcune sostanze di sciogliersi dallo stato solido se agitate.

San Gennaro, il sangue non si è sciolto, accadde anche con  il colera nel 1973, poi nel 1980 con il terremoto
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