Scala: 11 minuti di applausi per l’opera di Verdi 'Un ballo in maschera'

05 maggio 2022, ore 08:00

Quando è in scena un'opera di Verdi gli applausi 'senza se e senza ma' come quelli di ieri sera non sono mai scontati alla Scala, il cui pubblico dal palato verdiano sempre molto attento ha giudicato lo spettacolo musicalmente all'altezza

Undici minuti di applausi hanno salutato ieri sera alla Scala la prima di 'Un ballo in maschera' nella nuova produzione scaligera firmata da Marco Arturo Marelli e diretta dal Maestro Nicola Luisotti con una compagnia di canto che aveva tra le voci protagoniste quelle di Francesco Meli (Riccardo), Luca Salsi (Renato) e Sondra Radvanovsky (Amelia).

L’APPREZZAMENTO PER GLI INTERPRETI

In particolare è stato un successo personale di Sondra Radvanovsky, già applaudita Amelia nell'edizione del 2013 (regia di Damiano Michieletto), la cui interpretazione ha colpito in modo particolare il pubblico che le ha tributato anche applausi a scena aperta al termine dell'aria del secondo atto. Ma molti consensi sono andati al tenore Francesco Meli, al baritono Luca Salsi, al mezzosoprano russo Yulia Matochkina (l'indovina Ulrica), al soprano Federica Guida (il paggio Oscar), e poi Liviu Holender, Sorin Coliban, Jongmin Park, Costantino Finucci, Paride Cataldo. E soprattutto per il Coro scaligero diretto da Alberto Malazzi.

Scala: 11 minuti di applausi per l’opera di Verdi 'Un ballo in maschera'

IL REGISTA MARELLI

Il regista Marelli (autore anche delle scene e dei costumi) ha messo l'accento sull'aspetto psicologico del personaggio-chiave dell'opera, Riccardo, governatore del Massachusetts, e sul destino tragico che lo vede morire per mano di un amico della cui moglie si era invaghito, nonostante la profezia di Ulrica gli avesse predetto la sua fine. E ha cercato di rappresentare questo tema impostando una scena su "uno spazio - spiega egli stesso nel programma di sala - che si restringe in maniera fortemente prospettica e che nel fondo conduce al nulla, alla nera oscurità". Questa impostazione scenica riflette l'angoscia del protagonista, uomo solo e tormentato, il cui palazzo è raffigurato in modo confuso sulle pareti di questo spazio che via via si restringe, le cui pareti laterali mutano solo per rappresentare i vari ambienti, come l'antro dell'indovina, o le sale del 'ballo in maschera' finale, che vedono i palchi della scala prolungarsi illuminati oltre il boccascena.

Tags: Milano, Scala di Milano, Standing ovation, Teatro, Un ballo in maschera, Verdi

Share this story: