Scuola, hanno riaperto solo Valle d'Aosta, Abruzzo e Toscana, le altre regioni ancora in Dad, protesta degli studenti in tutta Italia

11 gennaio 2021, ore 20:00 , agg. alle 09:36

Le regioni hanno deciso autonomamente di far slittare ancora la data della riapertura delle scuole, tra il 18 gennaio e l'1 febbraio nonostante fosse tutto pronto per il ritorno degli studenti delle superiori al 50% in presenza

Era tutto pronto per il ritorno degli studenti delle superiori al 50% in presenza ma, ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, sono state le Regioni a decidere di slittare ancora la data della riapertura delle scuole, tra il 18 gennaio e l'1 febbraio. Decisione che ha provocato una forte reazione degli studenti che oltre ad aver organizzato uno sciopero della Dad, chiedendo di poter tornare tra i banchi, in classe, hanno indetto una serie di proteste e manifestazioni, alle quali hanno aderito anche gli insegnanti, da Nord a Sud in tantissime città: Milano, Parma, Firenze, Roma, Viterbo, Pescara, Ancona e altre. Le proteste andranno avanti tutta la settimana. La Basilicata è l'ultima regione in ordine di tempo, ad aver deciso di sospendere le lezioni in presenza almeno fino al primo di febbraio, così come hanno fatto Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Veneto, Calabria e Sicilia. Didattica a distanza fino al 18 gennaio, invece, nel Lazio, in Liguria, Molise, Piemonte e Puglia. Poi si vedrà. E il 25 gennaio, potrebbero, ma non è chiaro, tornare in classe gli studenti di Campania, Emilia-Romagna, Lombardia e Umbria. 


Il ministro Azzolina, il governo ha fatto tutto il possibile per la ripartenza

"Da parte mia non vuole esserci nessuna polemica con nessun presidente di Regione. Ma restano i fatti. Il 23 di dicembre abbiamo stipulato un'intesa con tutte le Regioni, che ci hanno garantito un rientro degli studenti delle scuole superiori al 50%. È partito un lavoro enorme, abbiamo scaglionato gli orari, sono stati messi molti più bus. Credo che ci siano regioni che hanno lavorato molto bene, come la Toscana. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, insieme al governo. Adesso sono le Regioni che hanno la possibilità di riaprirle o meno. Ora chiedo ai presidenti di Regione di trattare la scuola come le altre attività produttive, perchè i costi della chiusura sono lo stesso altissimi". Così il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, che ha aggiunto: "È difficile che gli studenti possano comprendere tutto questo, li capisco. La scuola è un servizio pubblico essenziale. Alla loro età se mi avessero tolto la scuola sarei stata anche io arrabbiata. Ma ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che poteva". Azzolina ha poi aggiunto che la didattica a distanza ha funzionato in emergenza, ma che, a lungo andare, sta portando ad un aumento della dispersione scolastica. "Gli studenti hanno bisogno di sfogare la loro socialità, allora tanto vale che lo facciano in un ambiente come la classe. Il rischio zero non esiste in nessun ambito, ma tutti hanno riconosciuto ormai che all'interno delle scuole il rischio è molto basso. La scuola si è organizzata molto bene questa estate, e ora si è lavorato molto anche per contenere il rischio fuori dalla scuola".


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Tags: Azzolina, dad, proteste studenti, scuola

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