Siamo stati trattati malissimo, così i 18 marinai arrivati a Mazara del Vallo dopo la liberazione in Libia

20 dicembre 2020, ore 16:08
agg. 21 dicembre 2020, ore 17:20

L'approdo nel porto trapanese, al termine della prigionia a Bengasi durata 108 giorni, il sequestro opera delle milizie del generale Haftar

Siamo stati trattati malissimo, costretti a stare a piedi nudi per settimane. È quanto hanno raccontato i 18 marinai liberati in Libia giovedì scorso, arrivati questa mattina a bordo di due pescherecci a Mazara del Vallo, dopo essere stati per 108 giorni prigionieri a Bengasi delle milizie del generale Haftar. Ad accoglierli sulla banchina del porto trapanese familiari e autorità locali, commovente l’abbraccio tra lacrime e sorrisi. Tutti i marinai che sono risultati negativi al tampone per il coronavirus. Da risolvere la questione dei confini marittimi della Libia per evitare che vicende come questa non si ripetano.


Il conto alla rovescia e poi l’arrivo a Mazara del Vallo

L'attesa, durata quasi 111 giorni, è finita alle 10 in punto, quando i pescherecci 'Antartide' e 'Medinea', sotto una pioggia battente, sono arrivati nel porto di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. I 18 pescatori, dopo la lunga Odissea, sono apparsi provati, seppur sorridenti. La formalità del tampone è stata eseguita in pochissimo tempo. Poi, finalmente, l’abbraccio con i familiari. Sulla banchina tanti palloncini verdi, rossi e bianchi, simbolo della bandiera italiana. Liberate diciotto colombe dopo l'approdo dei 18 marinai. 


Lacrime e sorrisi sulla banchina del porto di Mazara del Vallo 

La più emozionata di tutti è apparsa Rosetta Ingargiola, 74 anni, la madre di Pietro Marrone, il comandante del peschereccio 'Medinea', l'uomo che per primo, due giorni fa, ha raccontato, in collegamento radio, quanto sono stati duri i 108 giorni di prigionia. I marinai sono stati tenuti in celle fredde, senza letti, al buio. Ma ormai questa brutta avventura è alle spalle. Oggi tutti sono tornati a casa sani e salvi e potranno trascorrere serenamente con le famiglie le festività natalizie.


Racconto choc di uno dei marinai liberati in Libia  

"Ho sentito dai nostri carcerieri dell'ipotesi di scambio di prigionieri tra noi e dei libici in prigione in Italia. Ne hanno cominciato a parlare un mese dopo il sequestro e questo mi ha messo paura: sospettavo che i nostri carcerieri potessero essere dei terroristi", è quanto ha dichiarato Giri Indra Gunawan, indonesiano di 43 anni, tra i 18 marinai sequestrati a Bengasi, dopo l’arrivo oggi a Mazara del Vallo.


I marinai sequestrati a Bengasi raccontano la “brutta avventura” 

Sono cominciati nella caserma dei carabinieri a Mazara del Vallo gli interrogatori dei marinai dei pescherecci Antartide e Medinea. La procura di Roma aveva aperto un fascicolo d'indagine dopo il sequestro dei 18 componenti gli equipaggi in Libia. I pescatori sono interrogati da militari del Ros su delega della procura. Al momento vengono ascoltate quattro persone, gli altri pescatori saranno sentiti domani. 


Parla il sindaco di Mazara del Vallo, sullo sfondo resta da risolvere la questione della pesca in acque libiche

"Ci dicano se possiamo continuare a lavorare o se dobbiamo tirare i remi in barca, la pesca garantisce 600 posti di lavoro e altre migliaia nell'indotto. L'Unione Europea si faccia protagonista di una svolta che ridisegni le politiche economiche del Mediterraneo" ha dichiarato il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci,.



Siamo stati trattati malissimo, così i 18 marinai arrivati a Mazara del Vallo dopo la liberazione in Libia
Tags: sequestro, Bengasi, Libia, Mazara del Vallo, pescatori

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