Straordinaria scoperta a Pompei, ritrovato un Termopolio, una bottega di generi alimentari ancora intatta

26 dicembre 2020, ore 17:47
agg. 28 dicembre 2020, ore 14:43

Ritrovato nei pressi della Locanda dei Gladiatori, nei piatti ancora delle tracce di cibo, in un vaso i resti di un uomo

Un grande bancone forma di L, decorato con immagini accuratamente definite, una coppia di oche germane, un gallo, un grande cane al guinzaglio. Pentole in coccio con i resti delle pietanze più prelibate, dal capretto alle lumache e persino una sorta di "paella" con pesce e carne insieme. Il vino 'corretto' con le fave e pronto per la mescita. A Pompei, dove gli scavi non si sono mai fermati neppure durante il lockdown, torna alla luce un Thermopolium, una bottega di alimentari con smercio di street food, genere molto amato dai cittadini della colonia romana. Tutto rimasto esattamente come al giorno dell'eruzione, fissato  dal materiale piroplastico, che ne reso eterni i colori e conservato elementi fondamentali per ricostruire usi alimentari e abitudini dei romani di duemila anni fa.  Lo scavo si trova nella zona della Regio V interessata negli ultimi anni dai lavori di consolidamento e scavi. Il Termopolio è ubicato proprio di fronte alla "Locanda dei Gladiatori", quasi all'angolo tra il vicolo dei Balconi e la via della Casa delle Nozze d'Argento. Già nel 2019 erano riemersi una prima parte del bancone con uno splendido dipinto a tema mitologico: una nereide che cavalca un ippocampo e porta con sé una cetra, l'impronta lasciata nella cenere dal grande portone in legno e un balcone che ornava il piano superiore. I lavori delle ultime settimane hanno fatto riemergere l'intero ambiente della taverna. In uno dei 'quadri' riemersi con tutti i suoi sfavillanti colori è riprodotto l'ambiente della locanda cosi come doveva presentarsi agli avventori. Sulla cornice qualche buontempone, forse un liberto, ha graffito un insulto diretto al padrone del locale: "Nicia cineade cacator". La scritta, che tradotta testualmente suona 'Nicia cacatore invertito', probabilmente è stata fatta da qualche buontempone del tempo che aveva voluto prendere in giro il proprietario oppure da qualcuno che lavorava nel Termopolio. Nicia era presumibilmente un liberto che proveniva dalla Grecia. 


Trovati resti umani in un vaso

Dagli scavi sono riemersi anche dei resti di due uomini. Una delle vittime, un uomo intorno ai 50 anni, era disteso su una branda nel retro del locale e potrebbe essere morto schiacciato dal crollo del solaio. I resti dell'altro sono stati trovati invece in un grande vaso di terracotta, tranne un piede che era vicino al bancone. L'occultamento del secondo scheletro, secondo gli archeologi, potrebbe essere opera di scavatori "forse addirittura del XVII secolo" che avevano scavato un cunicolo proprio a ridosso di questo edificio. "Ma il particolare del piede, che si trova accanto al bancone, proprio vicino al coperchio posato in terra di una delle pentole in coccio- commenta Massimo Osanna, il direttore del Parco Archeologico - potrebbe anche far pensare ad un fuggiasco entrato nella bottega alla ricerca di riparo e soprattutto di cibo, visto che ormai le piogge di cenere e lapilli in città si susseguivano da oltre 18 ore"


L'obiettivo è renderlo agibile per pasqua

Il restauro è comunque ancora in corso e il lavoro prosegue anche nei laboratori, dove alle analisi già fatte sul posto ne saranno affiancate altre per conoscere in maniera più precisa il contenuto dei grandi vasi in terracotta e avere maggiori informazioni sui resti delle vittime. Ma presto, anticipa Osanna, questa parte dei nuovi scavi sarà anche visitabile: "l'idea, pandemia permettendo è quella di aprire l'accesso al Termopolio a Pasqua, facendo passare i visitatori dal cantiere di restauro della grande Casa delle Nozze d'argento, chiusa al pubblico ormai da decine di anni".  

Straordinaria scoperta a Pompei, ritrovato un Termopolio,  una bottega di generi alimentari ancora intatta
Tags: Pompei, Scavi, Termopolio

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