Studio danese smentisce che le mascherine proteggano dal Covid, ma le riviste prestigiose non lo pubblicano

22 novembre 2020, ore 20:00

Studio danese smentisce che le mascherine proteggano dal Covid, ma le riviste prestigiose non lo pubblicano Le mascherine aiutano a proteggersi dal coronavirus?

Un valido strumento di protezione per evitare il contagio da coronavirus è quello di indossare una mascherina. Quella chirurgica è quella più familiare e più usata in questo momento nel mondo, ma in commercio ne esistono di vari tipi. Proteggeranno e saranno utili? Uno studio danese, dimostrerebbe che proteggere le prime vie respiratorie non sarebbe sufficiente a fermare la diffusione del Covid. Ma molte prestigiose riviste mediche e scientifiche si sono rifiutate di pubblicare i risultati di questo studio.


La ricerca

I ricercatori danesi erano riusciti a coinvolgere 6000 concittadini in questo esperimento. A metà di loro era stato chiesto di indossare sempre la mascherina nei luoghi pubblici, mentre all'altra metà era stato detto di non coprirsi il viso. Lo studio risale allo scorso mese di aprile. Dopo 30 giorni tutte le persone che hanno partecipato all'esperimento sono state sottoposte ad un test per Covid-19 e per gli anticorpi contro il virus. L'esito finale è stato, secondo i ricercatori, a dir poco sorprendente: il tasso di contaminazione tra chi ha indossato la mascherina e chi non l'ha portata è stato praticamente simile. Le più prestigiose riviste cui era stata offerta la pubblicazione dello studio, però si sono rifiutate di prenderlo in considerazione. Secondo i media danesi, The Lancet, il New England Journal of Medicine e l’American Medical Association Journal si sono rifiutate di pubblicare i risultati di questa scoperta.


Il dibattito nel mondo

In tutto il mondo si dibatte sull'utilità delle maschere che pretendono di fermare la trasmissione del coronavirus. Uno studio di alcuni ricercatori giapponesi dimostra la loro utilità per bloccare le particelle di Covid-19 disperse nell’aria, anche che non sono efficaci al 100%. Nel marzo scorso, il dottor Anthony Fauci, membro della task force Covid-19 degli Stati Uniti, sottolineava la loro inefficacia, salvo poi fare dietro front sull'uso della mascherina.


Il dubbio resta

Le mascherine aiutano a proteggerci e a evitare il contagio? E quale dobbiamo indossare? Mascherine chirurgiche o di stoffa, fatte in casa o acquistate? Sappiamo per certo che questo tipo di protezione serve più che altro per non diffondere verso gli altri il virus che a proteggere noi stessi. Le mascherine chirurgiche lasciano passare l’80 per cento di particelle virali leggere. Lo sostiene la Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici che ha realizzato un decalogo per il Comitato Tecnico Scientifico.


Quali mascherine indossare?

Le mascherine si dividono in tre categorie: le prime sono le DPI, ovvero i dispositivi di protezione individuale e che comprendono quelle con la sigla FFP (ovvero semimaschera filtrante), poi ci sono i DM, i dispositivi medici (che sono riservate agli operatori sanitari e ai malati) e le cosiddette maschere di comunità, ovvero quelle realizzate in stoffa, le cosiddette usa e getta o lavabili e realizzate in diversi materiali. Tra tutte le mascherine in commercio, le cosiddette chirurgiche sono quelle consigliate dagli esperti perché sono quelle che limitano la diffusione del virus, bloccando almeno il 95% delle particelle infettanti, ma non proteggono chi le porta dall’inalare piccole particelle aeree. Una barriera filtrante maggiore è, invece, data dalle mascherine classificate come FFP2 e FFP3 che garantiscono una maggior sicurezza.


Altre tipologie meno comuni

In commercio esistono anche altri modelli di mascherina filtrante come le FFP1, ma con una minore efficacia filtrante, pari al 72% in entrata e uscita. In commercio si trovano anche mascherine dotate di valvole, che se da un lato agevolano la respirazione, dall'altro fanno filtrare di più verso l'esterno eventuali virus. Il loro potere filtrante cala al 20%.


Le mascherine di comunità

Ovvero mascherine fatte in stoffa, acquistate o realizzate in casa. Il loro potere filtrante dipende dalla qualità dei materiali, dal numero degli strati di cui sono composte, anche se indicativamente per gli esperti sono meno efficaci della mascherina chirurgica. Secondo l'Istituto superiore di Sanità, per poter essere utilizzabili queste protezioni devono essere realizzate con materiali multistrato e che non rendano difficoltosa la respirazione. Secondo una ricerca fatta dai giornalisti del New York Times che hanno stilato una classifica di efficienza di questo tipo di mascherine dopo aver effettuato prove di laboratorio, è emerso che molti dei tessuti utilizzati hanno un buon potere filtrante per le particelle più grandi (i cosiddetti droplets) ma sono poco efficaci per le goccioline più piccole, ovvero gli aerosol. Ma non solo, le fibre naturali filtrano meglio di quelle sintetiche. In conclusione, secondo la ricerca del NYT il potere filtrante maggiore è dato dalla carta assorbente inserita in una mascherina di stoffa, seguita da tessuto in cotone, bene anche jeans e tela, mentre usare sciarpe e bandane non ha dato buona protezione.
Studio danese smentisce che le mascherine proteggano dal Covid, ma le riviste prestigiose non lo pubblicano
Tags: chirurgiche, coronavirus, Covid, mascherine, mascherine con valvola, mascherine di comunità

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