Tre anni fa il crollo del Ponte Morandi: dalla tragedia al nuovo viadotto, così Genova prova a rialzarsi

14 agosto 2021, ore 11:00 , agg. alle 15:27

Il 14 agosto del 2018, sotto una pioggia battente, il boato che alle 11.36 squarcia la città. Il crollo del viadotto sul Polcevera causò 43 morti e più di 500 sfollati. Oggi la fiaccolata e la posa della prima pietra del Memoriale

Pioveva a Genova, il 14 agosto del 2018. La Liguria si era svegliata sotto una pioggia battente: ecco perché le immagini di quel giorno restano contrassegnate dai colori grigi. Come quelli che fanno da contorno al boato che alle 11.36 squarcia la città. E poi cancella tutto: il Ponte Morandi crolla mentre ci sono i tuoni, i clacson delle auto in colonna. C’è chi va al lavoro e chi, alla vigilia di Ferragosto, parte per le ferie. Bilancio tragico, quel giorno: 43 morti, più di 500 sfollati.


Le cerimonie in ricordo delle vittime del Morandi

Le cerimonie del terzo anniversario del crollo del Ponte Morandi hanno preso il via con la celebrazione della Messa nella basilica di Certosa, alla presenza dei ministri della Giustizia Marta Cartabia e delle Infrastrutture Enrico Giovannini, insieme al sindaco Marco Bucci, al presidente della Regione Giovanni Toti e ai familiari delle vittime. "È davvero importante che chi soffre non si senta mai solo. Non so quanto possa alleviare il dolore, ma è importante che tutti si sentano impegnati ad ascoltare, a dialogare, a non lasciare niente di intentato" ha detto l'arcivescovo Tasca nell'omelia della funzione. Dopo la messa in molti hanno transitato sotto il viadotto nel percorso pedonale intitolato alle 43 vittime della tragedia del Morandi. I ministri della Giustizia e delle Infrastrutture hanno deposto una corona d'alloro nella Radura e assistito alla posa della prima pietra del Memoriale, facendosi portavoce della volontà dell’Italia di non dimenticare quanto accaduto il 14 agosto di tre anni fa. Poi con un colpo di benna su un piccolo edificio da demolire sono cominciati i lavori che porteranno alla realizzazione del "Memoriale 14.08.2018" in ricordo delle vittime, progettato dall'architetto Stefano Boeri. "Ormai un anno e mezzo fa - ha detto Boeri - abbiamo visitato questo spazio, sono stati i familiari delle vittime a volere che fosse realizzato qui, dove c'era la pila 9". A seguire la commemorazione delle 43 persone che persero la vita nel crollo del ponte, con gli interventi dell'arcivescovo, dell'imam, del sindaco, del governatore, dei ministri e di Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo vittime del Morandi. Alle 11:36, orario del disastro, un minuto di silenzio.


Il premier Draghi: “Lo Stato ha tradito la fiducia dei cittadini”

Ha usato parole forti il premier Mario Draghi: "A Genova, lo Stato ha tradito la fiducia che i cittadini ripongono nei confronti delle istituzioni. Con il Ponte Morandi sono crollate le fondamenta del vivere civile, che è alla base della nostra comunità. La realizzazione del Viadotto San Giorgio è un primo passo verso il ripristino di questo legame", ha detto. "A tre anni dalla caduta del Ponte Morandi, voglio esprimere la più sentita vicinanza del governo e mia ai familiari delle 43 vittime, a tutti i feriti, e a chi ancora oggi soffre le conseguenze di quel trauma. Non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria, che farà il suo corso. Sono anche consapevole che qualsiasi messaggio non può riportare in vita i vostri cari né cancellare il vostro dolore e quello di tutta la città. Voglio però riaffermare l'impegno del governo affinché non si verifichino mai più eventi così”.


Un boato, il Ponte che crolla, le voci di chi ha visto tutto

“Il Morandi”, come lo chiamavano quelli del posto, era il ponte della città: sopra l’autostrada A10, sotto il Polcevera, l’unico torrente di Genova che non è stato tombato. Quando piove non è lui a preoccupare, ma il Fereggiano o il Bisagno. Lungo più di un chilometro, il Morandi: a sostenerlo tre piloni di cemento armato. Sono crollati più di duecento metri di strada, che sbriciolandosi hanno trascinato anche il pilone centrale. Intorno al Ponte, incredule, le persone che vivono lì, in case con le finestre danno direttamente su quel viadotto. Come Marco, uno dei primi ad affidare, in quelle ore, il suo sfogo ai social. “Cosa ho sentito? Sembrava stesse crollando il mondo”, ha detto poco dopo mezzogiorno alzando gli occhi e vedendo sopra di lui il pezzo di cemento armato rimasto sospeso, attaccato ai tiranti d’acciaio.


Quel camion sospeso che resterà un simbolo

Un altro Marco, che di cognome fa Mori, gira il video che diventerà un simbolo di questa giornata nera. Nelle immagini un camion che è riuscito a fermarsi prima del baratro. Questione di minuti, forse di secondi. Di metri, o addirittura centimetri. “C’è una macchina con le luci. È un disastro”, si sente commentare dai presenti.


Un anno fa il primo passo per la rinascita: ecco il Genova San Giorgio

La rinascita di Genova fa capolino solo un anno fa. Il 3 agosto del 2020 l’inaugurazione del nuovo viadotto autostradale che ha preso il posto della carcassa del Morandi. Il nuovo ponte, progettato dall’architetto Renzo Piano, si chiama “Genova San Giorgio”. A “battezzarlo”, nel giorno dell’inaugurazione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di fronte a un arcobaleno che - destino - in quell'esatto istante ha avvolto tutta la città. Ma oggi, a tre anni da quella tragedia, a Genova sarà un'altra volta il giorno del dolore, dei ricordi, delle domande ancora senza risposta. Dei simboli: la posa della prima pietra del Memoriale disegnato dall'architetto Stefano Boeri, le 43 rose nel Polcevera al suono della campana tibetana, la messa, la commemorazione nella Radura della Memoria. Accanto al nuovo ponte di Genova arriveranno i ministri della Giustizia Marta Cartabia e delle infrastrutture Enrico Giovannini che deporranno una corona d'alloro, simbolo del dovere del ricordo di tutto il Paese. Ci saranno tutte le istituzioni: l'arcivescovo di Genova Mario Tasca, il governatore della Liguria Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci, il Comitato dei parenti delle vittime. Nel Memoriale ci saranno le pietre del Morandi e degli alberi: “Spero che questo sia un museo della memoria ma anche un luogo aperto ai bambini e ai ragazzi, manager e politici di domani che, magari, osservando gli errori fatti nel passato non li ripeteranno nel futuro". Parole di Barbara Bianco, la compagna di Andrea Cerulli, portuale genovese. Morì anche lui, tre anni fa, alle 11.36.

Tre anni fa il crollo del Ponte Morandi: dalla tragedia al nuovo viadotto, così Genova prova a rialzarsi
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