Ucraina, Draghi al Parlamento: “Putin? Non esistono scuse per chi aggredisce, giuste le armi a Kiev”

23 marzo 2022, ore 12:42

Comunicazioni alle Camere in vista del summit Ue, dedicato alla guerra in corso. E l’intervento a Montecitorio è avvenuto in un’aula semivuota: sugli scranni pochissimi rappresentanti per gruppo, assenze vistose tra i banchi M5S, i più presenti FdI e Pd

“Il prossimo Consiglio europeo si aprirà con l'incontro con il presidente Usa Biden, e anche nelle sedi dei vertici Nato e G7 la comunità euroatlantica intende ribadire unità e determinazione nel sostegno all'Ucraina e in un impegno comune per la pace, la sicurezza e la democrazia”: parole del premier Mario Draghi nelle comunicazioni alla Camera in vista del summit Ue di domani e dopodomani, dedicato inevitabilmente all'aggressione della Russia in Ucraina.


L’aula

L’intervento di Draghi è avvenuto in un’aula semivuota: sugli scranni di Montecitorio pochissimi rappresentanti per gruppo, assenze vistose tra i banchi M5s, i più presenti FdI e Pd. Per il capo del governo "la guerra in Ucraina ha messo in evidenza, ancora una volta, l'importanza di rafforzare la politica di sicurezza e di difesa dell'Ue, in complementarità con l'Alleanza Atlantica. Un'Europa più forte nella difesa rende anche la Nato più forte". "Lo sforzo diplomatico potrà avere successo solo quando lo vorrà realmente Mosca", afferma il presidente del Consiglio a Montecitorio, sottolineando che "l'Italia lavora con determinazione per la cessazione delle ostilità" e "siamo impegnati insieme ai nostri partner europei per realizzare tregue umanitarie localizzate, per organizzare evacuazioni e portare beni di prima necessità. La nostra volontà di pace si scontra però con quella di Putin che non mostra interesse ad arrivare a una tregua che permetta ai negoziati di procedere con successo. Il suo disegno punta a guadagnare terreno dal punto di vista militare anche con bombardamenti a tappeto come a Mariupol - ha aggiunto Draghi -. Per questo la comunità internazionale ha adottato sanzioni sempre più dure".


Il dialogo

Draghi poi insiste sul dialogo con Mosca, perché "non dobbiamo commettere l'errore di avallare una contrapposizione fra Occidente e Russia e alimentare così quello che è stato definito uno scontro di civiltà". Ma anche con Pechino "è fondamentale che l'Ue sia compatta nel mantenere spazi di dialogo con la Cina" e si deve "ribadire l'aspettativa che si astenga da un supporto a Mosca e sostenga lo sforzo di pace".


Ucraina

Per quanto riguarda direttamente l'Ucraina, Draghi ha ribadito che l'Italia sostiene il percorso dell'ingresso in Ue, ma sottolinea che è un processo che ha tempi lunghi anche se l'Unione ha già avviato la procedura. Capitolo-rifugiati: “La crisi ha provocato un massiccio numero di profughi: sono 3 milioni e 850 mila persone, un numero che cresce quotidianamente. È essenziale un coordinamento europeo ed un impegno finanziario adeguato".


Energia

Capitolo energia, il Consiglio Ue si confronterà sull'aumento dei prezzi energia, "ancora molto alti rispetto ai livelli storici, più di 5 volte rispetto a un anno fa", ha detto il premier, ricordando il pacchetto di misure varato dall'ultimo Cdm per famiglie e imprese, ma dicendosi "consapevole" della necessità di altri interventi e di una "risposta europea, serve una gestione comune del mercato dell'energia". Serve "un approccio condiviso sugli stoccaggi per rafforzare il potere contrattuale verso i fornitori, la creazione di un tetto Ue al prezzo del gas è al centro di un confronto con la presidente della Commissione. Vogliamo spezzare il legame tra prezzo del gas e ed elettricità, che è in parte prodotta da fonti alternative, il cui prezzo non ha nulla a che vedere con quello del gas". A queste iniziative, dice ancora Draghi, "si aggiungono investimenti nell'intelligence e nella cybersicurezza; lo sviluppo di una strategia spaziale europea per la sicurezza e la difesa; e il rafforzamento del ruolo europeo quale attore della sicurezza marittima". Il potenziamento dell'economia europea "passa anche dalla tutela delle aree industriali strategiche, da sostenere con adeguati investimenti in innovazione e ricerca scientifica e tecnologica. Una priorità è aumentare la produzione di microchip in Europa. L'ambizione europea è aumentare la propria quota di mercato dal 10% al 20% della produzione globale di chip entro il 2030 - ha spiegato -. Questo incremento ci permetterebbe di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti a fronte di eventuali ritardi nelle importazioni. Il 'Chips Act' della Commissione europea costituisce un importante passo in avanti per raggiungere questi obiettivi. Intendiamo aumentare gli investimenti nella ricerca, e sviluppare e rafforzare una capacità produttiva verticalmente integrata, che assicuri un'effettiva autonomia nella produzione e packaging dei microchip". Poi "dobbiamo accelerare la realizzazione del secondo Importante Progetto di Comune Interesse Europeo nella microelettronica. A livello nazionale - ha proseguito Draghi -, il governo ha approvato a inizio mese la creazione di un fondo da oltre 4 miliardi per sviluppare l'industria e la ricerca sui semiconduttori e sulle tecnologie innovative. Dobbiamo rimanere aperti anche agli investimenti esteri, ma con un approccio coordinato fra Stati membri e norme che favoriscano le ricadute positive per l'intera industria europea".

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Tags: Draghi, Montecitorio, Putin, Ucraina

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