Usa, il Congresso proclama la vittoria di Biden e Harris, Trump: "Finisce il più grande mandato presidenziale della storia"

07 gennaio 2021, ore 10:36
agg. 08 gennaio 2021, ore 11:32

Il parlamento ha respinto alcune contestazioni avanzate da esponenti repubblicani dopo che la seduta era stata interrotta per l'assalto dei manifestanti pro Trump a Capitol Hill. Biden e Harris giureranno il 20 gennaio

La proclamazione è arrivata alle 3,33, ora di Washington. Il Congresso americano ha chiuso la sessione più difficile della sua storia con l’annuncio ufficiale che Joe Biden è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America e Kamala Harris è la sua vice presidente. A certificarlo è stato lo stesso vice presidente in carica Mike Pence, che peraltro aveva già detto che non avrebbe potuto bloccare la procedura come richiesto da Trump, molto prima che scoppiasse il caos a Capitol Hill. Dunque 306 voti a favore del ticket dem, 232 per quello repubblicano. Ora si guarda all’Inaguration day, il prossimo 20 gennaio, quando inizierà ufficialmente la nuova amministrazione. Il primo compito per il neo presidente, Joe Biden, sarà quello di ricucire le ferite più profonde nella coscienza di tutto il Paese. Dopo le parole di fuoco di ieri. che hanno scatenato la violenza nelle sale, negli uffici e nei corridoi del Congresso, Donald Trump sembra intenzionato a permette un passaggio dei poteri pacifico. “Anche se sono totalmente in disaccordo con il risultato delle elezioni ci sarà una transizione ordinata” - ha dichiarato il Tycoon in un comunicato della Casa Bianca - “é la fine del più grande mandato presidenziale della storia, ma è solo l'inizio della nostra lotta per fare l'America di nuovo grande. Ho sempre detto che continueremo la nostra lotta per assicurare che solo i voti legali contino”. Frasi che cercano di spegnere un incendio ormai divampato. Anche per questo, il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha proclamato lo stato d’emergenza di 15 giorni, fino al 21 gennaio, il giorno dopo il giuramento di Joe Biden. La speranza è che dopo le 4 persone morte, le decine di arresti effettuati ieri durante l'assalto al Congresso,  la situazione possa tornare alla normalità.


Possibile destituzione anticipata di Donald Trump

L’assalto al Congresso dei sostenitori di Donald Trump ha aperto uno scenario del tutto nuovo, tanto da far pensare anche a una rimozione anticipata del Tycoon dallo Studio Ovale. Si parla di ricorrere al 25° emendamento della Costituzione americana che delinea le procedure per la destituzione del presidente quando venga riconosciuto incapace di adempiere ai poteri e ai doveri della sua carica. A chiederlo deve essere il vice presidente, in questo caso sarebbe il suo fedelissimo Mike Pence che dovrebbe anche sostituirlo, e la maggioranza degli ufficiali esecutivi del presidente, o un altro organo designato dal Congresso. La strada sarebbe molto più semplice rispetto a quella dell’impeachment, che prevede un’accusa specifica. E comunque per la messa in stato d'accusa non ci sarebbero i tempi tecnici, a 13 giorni dalla fine naturale del mandato. Anche i principali media americani puntano sulla destituzione anticipata del presidente. Così il Washington Post in un editoriale comparso questa mattina: "Il rifiuto del presidente Trump di accettare la sconfitta elettorale e l'implacabile incitamento ai suoi sostenitori hanno portato all'impensabile: un assalto al Campidoglio degli Stati Uniti da parte di una folla violenta che ha travolto la polizia e ha cacciato il Congresso mentre discuteva il conteggio dei voti elettorali. La responsabilità di questo atto di sedizione è direttamente del presidente, che ha dimostrato che il suo mandato in carica rappresenta una grave minaccia per la democrazia degli Stati Uniti. Dovrebbe essere rimosso in quanto non è idoneo a rimanere in carica per i prossimi 14 giorni”. Secondo il Washington Post “ ogni secondo in cui mantiene i vasti poteri della presidenza è una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Il vicepresidente Pence, che ha dovuto essere portato via dall'aula del Senato per la propria protezione, dovrebbe immediatamente riunire il gabinetto per invocare il 25° emendamento, dichiarando che il signor Trump è 'incapace di adempiere ai poteri e ai doveri del suo ufficio”.


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