Vaccini, Aifa, somministrare AstraZeneca agli under 55, Regioni e governo al lavoro per nuovo piano vaccinale

03 febbraio 2021, ore 11:30 , agg. alle 10:05

Un nuovo incontro Governo-Regioni in queste ore servirà a rimodulare il piano vaccinale nazionale, in previsione dell’arrivo delle dosi del dispositivo Oxford-AstraZeneca; si apre il caso Veneto, Zaia vuole comprare dosi in autonomia

Il Veneto annuncia, ci compriamo da soli i vaccini

Al tavolo approda anche quello che è stato già definito il caso-Veneto, nato in seguito alle dichiarazioni del Presidente, Luca Zaia che ha annunciato, a sorpresa, che la Regione si sta "muovendo per vedere se sul mercato possiamo trovare altri vaccini", tra cui presumibilmente potrebbero rientrare i dispositivi prodotti in Cina e in Russia, verso cui era stato espresso apprezzamento nei giorni scorsi. Una possibilità che, al momento, potrebbe non essere praticabile però per via delle leggi e degli accordi europei anche se il governatore parla di opzione "legittima" se fatta nel rispetto delle regole.

In arrivo le prime dosi Astrazeneca, ok a vaccino ma solo ad under 55

Le prime dosi del dispositivo messo a punto dall’Università di Oxford e dal colosso farmaceutico AstraZeneca, arriveranno nel corso della settimana e di fatto apriranno la fase di vaccinazione di massa. L’Agenzia del Farmaco italiana (AIFA) ha indicato che va somministrato preferibilmente agli under 55 senza patologie gravi, una precisazione che al momento chiude la querelle sull’età consigliabile dei vaccinati, che si era aperta dopo le sollecitazioni ad alzare il limite come accade in altri Paesi, dalla Francia alla Germania, dove il siero è stato giudicato efficace e privi di significative controindicazione anche per i soggetti più anziani. "La posizione della Commissione tecnico scientifica - ha ribadito l’AIFA - è rimasta invariata rispetto a quella espressa nella riunione del 30 gennaio. AstraZeneca resta preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi". Ieri pomeriggio era stato lo stesso viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, ad auspicare un innalzamento fino ai 65 anni.

Regioni e città si preparano alle vaccinazioni di massa

Oggi con il governo, le Regioni lavoreranno al protocollo-quadro nazionale da portare poi su tutti i territori. Intanto, in attesa che vengano allestite le prime Primule, i punti di somministrazione nella vaccinazione di massa, le città di tutta Italia cominciano comunque a prepararsi con strutture ad hoc, come il maxi-hub di Fiumicino o la Fiera di Padova. Il tutto mentre febbraio sarà il mese della partenza della seconda fase vaccinale, quella della somministrazione agli over 80 con le dosi già disponibili dei dispositivi di Pfizer e Moderna. Da lunedì prossimo partirà il Lazio, che ha aperto le prenotazioni, e poi, a seguire tutte le altre regioni, in ordine sparso.

La lotta futura al Covid oltre i vaccini

Non solo le vaccinazioni. Contro il Covid, i ricercatori stanno lavorando a sviluppare anticorpi monoclonali per bloccare la malattia. Una quindicina i gruppi di studio in tutto il mondo, anche se solo pochi hanno raggiunto una fase più o meno avanzata e due in particolare, il cocktail della Regeneron (lo stesso somministrato a suo tempo a Donald Trump che guarì dal Covid) e il farmaco di Eli Lilly, sono gli unici al momento in commercio. L’AIFA potrebbe dare a breve via libera a una terapia di questo tipo per l’uso in emergenza come già accade in Germania. Tra i team di ricerca attivi in questo senso ce n’è uno italiano in Toscana a Siena dove nel Toscana Life Sciences sono stati selezionati anticorpi di persone guarite dal Covid, isolando quello più potente sulla base del quale è stato creato il farmaco che potrebbe essere commercializzato già nella prossima primavera.

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Tags: anticorpimonoclonali, AstraZeneca, Covid, vaccino

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