Vaccini, cosa non va nel modello italiano secondo Gimbe, da noi arrivate solo un terzo delle dosi attese

18 febbraio 2021, ore 15:40 , agg. alle 16:25

I dati della Fondazione mostrano una frenata nelle somministrazioni nell'ultima settimana. Solo sei over 80 su cento hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino

Il piano di vaccinazioni contro il Covid procede a rilento e resta “ostaggio di forniture centellinate”. Lo certifica la Fondazione Gimbe in un monitoraggio in cui spiega che in Italia sono arrivate “solo un terzo delle dosi attese nel primo trimestre” e che, nell’ultima settimana, si registra una frenata nelle somministrazioni. Solo sei over 80 su cento hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino.

In Italia solo un terzo delle dosi attese

Secondo il report della Fondazione Gimbe, al 17 febbraio (dati dunque aggiornati a ieri) sono state consegnate alle Regioni italiane 4,07 milioni di dosi, ovvero il 31,8% dei 12,8 milioni attesi per il primo trimestre del 2021. Parliamo del 44,7% di quelle annunciate da Pfizer, il 18,4% di quelle di Moderna e il 13% di AstraZeneca.


"Rallentamento delle somministrazioni di quasi il 30%"

"Se da un lato vengono correttamente accantonate le dosi per il richiamo - spiega il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta - dall'altro nell'ultima settimana si rileva un rallentamento delle somministrazioni di quasi il 30%, possibile spia di difficoltà organizzative della campagna vaccinale fuori da ospedali e Rsa". Il problema principale della prima fase della campagna vaccinale, secondo Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari di Gimbe, "è che solo il 5,9% degli over 80 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e solo il 2,7% ha completato il ciclo vaccinale, percentuali molto lontane dal target raccomandato dalla Commissione Europea per questa fascia di età: 80% entro il 31 marzo 2021". Per raggiungere gli obiettivi previsti "sarebbe necessario vaccinare entro quella data circa 3,5 milioni di over 80, di cui quasi 3,3 milioni non hanno ancora ricevuto la prima dose".


I contagi aumentano in 17 province per effetto delle varianti

Secondo l'osservatorio della Fondazione Gimbe, "i contagi settimanali di Sars-Cov-2 sono, a livello nazionale, più o meno stabili ma in 17 province vedono un aumento superiore al 5%, accentuato dalla circolazione delle nuove varianti". Ora che il governo Draghi sta dando le prime linee sulla campagna vaccinale già in corso, Gimbe sottolinea che "serve un cambio di passo perché, complici le varianti, è impossibile pensare di piegare la curva con le attuali misure di mitigazione e confidando solo nella campagna vaccinale".


L'analisi dei dati: due settimane a confronto

Il report analizza i dati della settimana che va dal 10 al 16 febbraio 2021 e li mette a confronto con quelli dei sette giorni precedenti. Si rileva un numero stabile di nuovi casi di Covid (84.272 contro i 84.711 della settimana prima, pari a -0,5%), un calo degli attualmente positivi (393.686 rispetto a 413.967, quindi -4,9%), ma anche dei ricoveri con sintomi (18.463 rispetto a 19.512, pari a -5,4%) e dei posti occupati nelle terapie intensive (2.074 rispetto a 2.143, ovvero -3,2%). Scende anche il numero dei decessi (2.169 rispetto a 2.658, pari a -18%). "Anche questa settimana – spiega in chiusura il presidente Cartabellotta - i nuovi casi non accennano a diminuire. E guardando ai dati regionali si rilevano segnali di incremento, favoriti dalla circolazione delle nuove varianti".


Vaccini, cosa non va nel modello italiano secondo Gimbe, da noi arrivate solo un terzo delle dosi attese
Tags: campagna vaccinale, cartabellotta, fondazione gimbe, gimbe, vaccini

Share this story: