Vaccini, le aziende italiane pronte a produrlo dall’autunno, il ministro Giorgetti: “Un polo unico di ricerca”

03 marzo 2021, ore 19:25 , agg. alle 10:52

Nel nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo economico con le case farmaceutiche sono stati indicati 4-6 mesi di tempo per iniziare, ed è stata ribadita la volontà di partecipare al progetto europeo per il rafforzamento della produzione di vaccini

Le aziende italiane sono pronte a produrre il vaccino in 4-6 mesi. E' quanto è emerso al nuovo incontro al Mise con le case farmaceutiche, dove è stata ribadita la volontà di partecipare al progetto europeo per il rafforzamento della produzione di vaccini.


Il principio attivo

Il ministro Giancarlo Giorgetti dunque ha verificato la disponibilità di alcune aziende a produrre i bulk, ossia il principio attivo e gli altri componenti del vaccino anti Covid, perché già dotate, oppure in grado di farlo a breve, dei necessari bioreattori e fermentatori. La produzione potrà avvenire a conclusione dell'iter autorizzativo da parte delle autorità competenti, in un tempo stimato di 4/6 mesi. È stato anche appurato che ci sono le condizioni immediate per avviare la fase dell'infialamento e finitura. Sono già pronte a partire molte aziende. All'incontro è stato dato mandato dal ministro ai diversi rappresentanti competenti di procedere all'individuazione di contoterzisti in grado di produrre vaccini entro autunno del 2021. Il ministro ha confermato la volontà del governo di realizzare in Italia un polo per la ricerca di farmaci e vaccini co investimenti pubblici e privati. Durante l'incontro, a cui hanno partecipato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, il direttore generale Enrica Giorgetti, il direttore centro studi Carlo Riccini, il presidente dell'Aifa Giorgio Palù, il commissario per l'emergenza Paolo Figliuolo e il sottosegretario alla presidenza Franco Gabrielli, si è deciso infine di mantenere il massimo riserbo sulle aziende che saranno coinvolte nel processo di verifica in corso.


I timori

Intanto dopo il varo del primo Dpcm a firma del presidente del Consiglio Mario Draghi, c’è la preoccupazione dei Governatori. Stefano Bonaccini, numero uno dell’Emilia Romagna, paventa il rischio di essere travolti dalle varianti, secondo Guido Bertolaso, consulente del presidente lombardo Fontana, l’Italia si avvia a passi lunghi verso la zona rossa, e il presidente sardo Christian Solinas annuncia da lunedì test rapidi per chi entra in Sardegna


Il decreto Sostegni

Altri due miliardi per la campagna di vaccinazione (compresi trasporto e somministrazione) e per le terapie anti-Covid. Licenziamenti bloccati fino a fine giugno e proroga della Cig Covid per tutto il 2021. E poi ancora: sospensione dell’invio di nuove cartelle esattoriali per altri due mesi fino a fine aprile e 600 milioni di euro alla filiera della neve. Sono alcune delle misure indicate in una ipotesi preliminare del decreto Sostegno, che sarà oggetto di riunioni continue nel corso della settimana per arrivare, secondo quanto si apprende, a una bozza condivisa entro 7-10 giorni, quindi verso la metà di marzo.


L'Europa

L'autorizzazione d'emergenza Ue per i vaccini, oltre agli adeguamenti per le varianti, potrebbe riguardare anche i nuovi sieri che fanno già parte della strategia dell'Unione ma che ancora devono essere approvati. Lo si apprende a Bruxelles. La Commissione europea è al lavoro sull'ipotesi, che presenta però scogli legali. Un primo giro di tavolo con i 27 è già stato fatto. Oltre al vaccino di Johnson&Johnson, che potrebbe ottenere il via libera dell'Ema l'11 marzo, del programma Ue, ancora da approvare, fanno parte Curevac e Sanofi.

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Tags: Giorgetti, Mise, Sostegni, vaccini

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