Versace, polemiche per t-shirt in Cina, l'azienda si scusa

 11 agosto 2019

Sulle magliette apparivano nomi di città con nazione di appartenenza sbagliata

Nella maglietta di Versace erano stampati i nomi di varie citta', tra cui capitali e altre grandi citta' europee e americane, con accanto la loro nazione di appartenenza. Macao e Hong Kong erano pero' indicati come stati indipendenti, nonostante alla fine degli anni '90 le ex colonie europee siano tornate alla Cina. Dopo la rivolta sui social, l'attrice cinese Yang Mi ha deciso di interrompere la cooperazione con Versace, accusando la casa di moda di voler attentare all'integrita' nazionale. Versace ha fatto sapere di aver ritirato le magliette dai negozi il 24 luglio scorso e di averle poi distrutte. "Mi dispiace profondamente per lo sfortunato recente errore che e' stato fatto dalla nostra azienda e che e' attualmente in discussione su vari social media - scrive Donatella Versace sul profilo Facebook dell'azienda -. Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranita' Nazionale della Cina ed e' per questo che ho voluto chiedere personalmente scusa per tale imprecisione e per ogni problema causato". L'azienda, inoltre, fa sapere che sta verificando "le azioni per migliorare il modo in cui operiamo giorno dopo giorno per diventare sempre piu' coscienziosi e consapevoli". Lo scorso autunno Dolce e Gabbana erano finiti nella bufera in Cina per uno spot ritenuto offensivo, che aveva portato alle scuse dell'azienda e all'annullamento di alcune sfilate
Versace, polemiche per t-shirt in Cina, l'azienda si scusa

Share this story: