Violenza contro le donne: oggi la giornata internazionale per l'eliminazione, ma l'impegno non può fermarsi qui

25 novembre 2022, ore 13:13

Esemplare il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: " Gli abusi sono un'aperta violazione dei diritti umani"; la premier Meloni, tre i pilastri dell'azione del governo: "Prevenzione, protezione, certezza della pena"

Tra le mura di casa, climax di violenza

La morte è solo l'ultimo atto e per fortuna non sempre va in scena. Le vittime di femminicidi nel 2022 sono state 104, i loro nomi oggi sono scritti sulla facciata di Palazzo Chigi, illuminata di rosso. Ma oltre l'orrore della morte, per le donne vittime di violenza, ci sono tante esperienze di abuso che costellano una vita difficile: il 95,2%, di chi comincia un percorso di uscita dalla spirale violenta ha dovuto subire minacce, stalking, violenza psicologica e violenza economica, il 66,6% ha subito violenza fisica e il 19,8% violenza sessuale. Minoritaria la percentuale di donne (2%) matrimonio forzato o precoce, mutilazioni genitali femminili, aborto forzato, sterilizzazione forzata.  Nel 54,8% dei casi e' il partner a perpetrare la violenza sulla donna, nel 22,9% si tratta di un ex partner, nel 12,5% e' un altro familiare o parente; le violenze subite fuori dall'ambito familiare e di coppia costituiscono il restante 9,9%.


Le donne più giovani più spesso vittime di violenza fisica

Sono le donne tra i 30 e i 39 anni ad aver subito maggiormente violenza fisica (71,4%). La violenza sessuale riguarda invece in misura superiore le donne con meno di 16 anni (53,4%) e quelle dai 16 ai 29 anni (33,7%). Nella maggioranza dei casi le diverse forme di violenza si sommano tra loro.  Quasi 4 donne su dieci hanno auto paura per la propria vita o quella dei propri figli. Particolarmente critica la situazione delle donne più giovani: il 31,5% delle ragazze con meno di 16 anni ha temuto per la propria vita (contro il 20,7% del totale delle donne) e oltre un quarto (26,7%) si e' recato al Pronto soccorso.

Prima di denunciare ci vuole tempo. Troppo tempo

 Nel 2021 sono state quasi 20 mila le donne che sono riuscite a cominciare un percorso di uscita dalla violenza con l'aiuto di un Centro Antiviolenza. Per arrivare a maturare una decisione di questo tipo occorrono anni: per il 40% sono passati più di 5 anni dai primi episodi di violenza subita, per il 23% da 1 a 5 anni, per il 15% da 6 mesi a un anno e per il 7% da meno di 6 mesi. Elevatissimo il numero di casi in cui i figli assistono alla violenza subita dalla propria madre (72,6% delle vittime che hanno figli) e nel 21,4% dei casi i figli sono essi stessi vittima di violenza da parte del maltrattante. Inoltre circa il 16% delle vittime ha subito violenza durante la gravidanza.    Oltre una donna su cinque, tra quelle che nel 2021 si sono rivolte ai Centri, ha raggiunto gli obiettivi individuali di uscita dalla violenza, ma prima quasi tutte (più del 95%) sono state vittime di minacce, stalking, violenza psicologica ed economica . Tutti questi dati arrivano dall' Istat in un'indagine in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità sull'attività dei Centri Antiviolenza. 

Violenza contro le donne: oggi la giornata internazionale per l'eliminazione, ma l'impegno non può fermarsi qui
PHOTO CREDIT: agenziafotogramma.it

Le parole del Capo dello Stato

"La violenza contro le donne è una aperta violazione dei diritti umani, purtroppo diffusa senza distinzioni geografiche, generazionali, sociali. Negli ultimi decenni sono stati compiuti sforzi significativi per riconoscerla, eliminarla e prevenirla in tutte le sue forme. Tuttavia, per troppe donne, il diritto ad una vita libera dalla violenza non e' ancora una realtà". Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che ha esortato a educare i giovani all'uguaglianza per prevenire la violenza sulle donne.

La Premier Giorgia Meloni: prevenzione, protezione, certezza della pena

Ha parlato di barbarie su Twitter la presidente del Consiglio, sottolineando che "Questo governo è in prima linea per combattere la violenza sulle donne e la terribile piaga del femminicidio. Lo dobbiamo alle tante vittime, spesso senza giustizia, e a chi ancora oggi è costretta a subire questa barbarie". Lo ha scritto su Twitter la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

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