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19 ottobre 2018

Volley, il sogno delle ragazze per la finale mondiale di domani

RTL 102.5 seguirà in diretta domani mattina la finalissima contro la Serbia

Paola, Miriam, Sylvia, Ofelia, Anna, Cristina soffrono, giocano e vincono. Insieme. A dieci mila chilometri di distanza dall'Italia e dalle polemiche che, puntuali, fanno seguito a un risultato sportivo di un azzurro misto di italiani di seconda generazione, il sogno della pallavolo femminile ha nomi e volti della Egonu, della Sylla, della Malinov, della Chirichetti. "Ma davvero pensate che quando ci alleniamo o stiamo in camera tra noi pensiamo 'tu sei bianca, tu sei nera'?", diceva Myriam Sylla un paio di giorni fa, lei palermitana nata da genitori ivoriani. Anche oggi che gli applausi in arrivo da Roma fino a Yokohama girano attorno al valore 'sociale' di una nazionale multietnica (anche se le tre 'coloured' sono tutte nate in Italia e la 'bulgara' Malinov a Bergamo), le azzurre finaliste al Mondiale in Giappone pensano un tutt'uno. "E' un sogno, e non vogliamo essere svegliate - ha urlato Sylla dopo la combattutissima semifinale con la Cina - Lo stiamo costruendo da cinque mesi, soffrendo e piangendo tutte insieme". Sylla in occasione della qualificazione alla semifinale aveva scherzato su Salvini. "Immagino stia facendo i salti di gioia...". Oggi i complimenti del leader leghista sono arrivati: "Grandi ragazze, l'Italia e' con voi...", ma poi il profilo twitter e' servito anche a rispondere a chi voleva dedicare la vittoria ai figli di migranti di Lodi: ""Vittoria da dedicare invece a tutte le donne e gli uomini di sport e di scuola, bianchi o neri che siano, che rispettano leggi e valori. Che tristezza...". Complimenti sono arrivati anche dal leghista Zaia, alla padovana Egonu, la 21enne schiacciatrice di Cittadella, figlia di nigeriani, diventata simbolo non solo sportivo di questa Italia. 

Volley, il sogno delle ragazze per la finale mondiale di domani

Ma a Yokohama, si pensa solo alla Serbia domani e al sogno "costruito tutte insieme". "Sono contentissimo, forse non mi rendo ancora bene conto e sto tenendo tutte le emozioni dentro di me - confessa il ct Mazzanti - Il sogno pero' e' ancora piu' avanti, ora dobbiamo pensare solo alla Serbia. Con la Cina, nel secondo set abbiamo sprecato troppo in contrattacco, nel quarto abbiamo perso lucidita' nel cambio palla. Le ragazze pero' sono state bravissime a restare in partita riuscendo a organizzarsi tra di loro a livello tattico per riuscire a limitare le avversarie. Ora dobbiamo studiare la Serbia e vedere il match giocato contro l'Olanda. Cercheremo di individuare i loro punti deboli". "E' stata una partita difficile, ci e' voluto tantissimo coraggio - le parole di Paola Egonu, protagonista di una prova monstre con 45 punti messi a segno - Noi oggi abbiamo avuto piu' coraggio, piu' voglia e piu' cuore, domani contro la Serbia sara' un'altra partita difficile". "Felicissima" anche Cristina Chirichella, "e' una emozione indescrivibile, adesso festeggiamo ma domani ci aspetta un'altra battaglia per poter fare qualcosa di grande". "Arrivate a questo punto la stanchezza non si sente, penso che potrei cominciare un'altra partita - dice col sorriso piu' grande Anna Danesi - Sono ancora frastornata e avro' bisogno di qualche ora per rendermi conto di cio' che siamo riuscite a fare". "Non ci credo ancora", chiude la schiacciatrice Miriam Sylla, che chiude a ogni polemica ricordando "siamo un gruppo che ride e sogna. Il colore che conta e' quello della maglia". "Mi sembra un sogno. E' stata una partita non combattuta, di piu' - aggiunge - E' stata un gara incredibile, noi non mollavamo, loro non mollavano, e' stato bellissimo. Ci siamo aggrappate al nostro sogno. Domani sara' un'altra battaglia, abbiamo qualche sassolino da toglierci con la Serbia". Tutte insieme.