Luigi Di Maio a RTL 102.5

In collegamento in Non Stop News

E’ stata una estate dove ci siamo occupati dei flussi migratori. Con la Tunisia abbiamo sospeso i fondi della cooperazione finché non ci hanno dato dei segnali con l’arresto degli scafisti.


Sul taglio dei parlamentari la situazione è che la Germania, con circa 80milioni di abitanti ha 700 parlamentari eletti, mentre l’Italia con 60milioni di abitanti ha 945 parlamentari eletti. È il momento di dare una sfoltita. Non è un referendum del Movimento 5 Stelle ma di tutte le forze politiche che sto incontrando e che voteranno si. Non è solo una questione di costi, ma è importante perché è un processo di modernizzazione del paese. Se al referendum vince il si, l’Italia, con 600 parlamentari torna ai livelli europei.

Da quando è stata fatta la costituzione sono nati consigli regionali, provinciali, comunali, municipali, di quartiere e comunità montane. C’è di tutto per rappresentare i cittadini, quindi non sono 345 parlamentari in meno a fare la differenza. 


La scorsa settimana ho visitato il premier libanese Sarraj che l’Italia ha sempre appoggiato. Noi pur riconoscendo il governo di Tripoli, nel dialogo abbiamo sempre sostenuto tutte le parti. Adesso il governo ha la possibilità di chiudere l’accordo per il cessate il fuoco. Significa che noi stiamo lavorando alla riattivazione del trattato con la Libia del 2008, che permetterà alle nostre imprese di andare li e partecipare alla sua ricostruzione. 


l Movimento 5 Stelle è la forza politica di maggioranza relativa che sostiene il governo Italiano. Quando parlo di una leadership, dico che questo movimento si deve organizzare, strutturare e ritengo che sia arrivato il momento che, come tutte le unità politiche che hanno bisogno di guide, sia singole o plurali, diano bene la strada da seguire. Nei prossimi due anni, in Italia, dobbiamo spendere 200miliardi di euro del recovery fund. Non sto pensando di ritornare capo politico, ma vorrei questo movimento che si responsabilizza e che individua nella leadership, persone in grado di portarlo avanti. Un governo della settima potenza mondiale, ha bisogno che la sua forza politica di maggioranza relativa abbia tutta la forza che serve.


I cittadini, per le elezioni regionali decideranno tante cose. Quello che devono pensare è che in base a chi eleggeranno come governatore della propria regione, decideranno in che mani mettere le chiavi dei propri  ospedali. La sanità è regionale e oltre il 90% delle tasse di una regione, va in sanità.


All’interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Fulvio Giuliani e Pierluigi Diaco

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