Giovanni Toti: riaprire i ristoranti fino alle 23 e pensare a regole diverse per i più anziani

Davide Giacalone, nostro editorialista, in rassegna stampa è partito dalle piazze di ieri in tutta Italia, in particolar modo le proteste più violente. Per quanto riguarda i facinorosi e delinquenti, secondo Davide Giacalone, risposta è molto semplice: repressione e, se necessario, galera. Non c’è da aggiungere molto altro, mentre va ascoltato con estrema attenzione il paese profondo, la pancia di un’Italia disorientata dai troppi errori degli ultimi tempi. Un esempio su tutti, anzi due: gli incredibili ritardi nella consegna dei banchi a scuola (ammesso che questo abbia un’attinenza con il virus) e gli ingiustificabili ritardi e mancanze nella gestione dei tamponi. Ai cittadini, poi, per ridurre il senso di incertezza e paura, vanno forniti i numeri utili a comprendere la reale situazione. A cominciare dalla disponibilità di posti di terapia intensiva e sub-intensiva, spiegando la percentuale di occupazione e quanto margine si abbia ancora, prima di andare in sofferenza. Davide Giacalone, però, ha voluto anche dedicare un commento accorato anche all’attacco durissimo del presidente turco, Erdogan, al Capo dello Stato francese Macron. L’Europa ha fatto benissimo a reagire a difendere Macron, perché non si può consegnare l’intero mondo musulmano agli estremisti islamisti, ma neppure al neo-sultano ottomano Erdogan.

Abbiamo poi parlato di smart working con Fiorella Crespi, dell'osservatorio del Politecnico di Milano, su effetti e difficoltà di una abitudine ormai consolidata per milioni di italiani. Gli effetti a lungo termine, però, sono ancora tutti da esplorare e bisogna metterci mano immediatamente, per evitare ricadute negative e difficilmente controllabili. Una su tutte: lo smart working non è lavorare da casa, ma lavorare per obiettivi, uscendo dalla logica del numero di ore passate in ufficio, inchiodato davanti a un computer.

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha analizzato con noi il DPCM e il momento molto delicato del paese. Secondo Toti, anche se non è pensabile mettere mano in modo radicale al provvedimento, qualche correttivo sarebbe necessario. A cominciare dalla riapertura dei ristoranti fino alle 23.00, perché- ha ragionato - se i bar in qualche modo se la cavano, con l’apertura sino alle 18.00, la chiusura per i ristoranti significa perdere anche più del 70% del fatturato. Il presidente della Regione Liguria propone di lavorare in modo da creare condizioni di sicurezza per le fasce più anziane, senza chiuderle in casa, ma ponendole in sicurezza. Permettendo, al contempo, al paese di continuare a vivere e produrre.

Chiusura affidata a Gianmarco Tognazzi, nel giorno del 30º anniversario della scomparsa del suo grande papà, Ugo. Gianmarco Tognazzi ha pesantemente criticato il blocco dell’attività culturali, disposto dall’ultimo DPCM. Ancora una volta, secondo lui, si è colpito un settore, per il semplice motivo che non lo si è mai considerato realmente importante per il nostro paese. Quasi un accessorio, mentre cinema teatro, musica, cultura in generale sono assolutamente essenziali, ancora di più in una fase così delicata. Far finta di non saperlo, ha sottolineato, è un comportamento inaccettabile, come le pallide motivazioni addotte dal ministro dei Beni Culturali, Franceschini. Tognazzi ha ricordato che in base a tutti i dati disponibili, cinema, teatri e palestre non sono i luoghi più pericolosi. Anche se personalmente dubbioso, infine, Gianmarco Tognazzi si è detto disponibile ad una serrata delle attività streaming e online, se indispensabile a far comprendere il ruolo del settore e il dramma di centinaia di migliaia di persone attualmente senza lavoro.

Non Stop News, condotto da Giusy Legrenzi, Fulvio Giuliani e Pierluigi Diaco.

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