Bisogna smetterla di pensare che il virus sia un problema di decreti ministeriali

sabato 18 luglio 2020

Il nostro editorialista, Davide Giacalone, in rassegna stampa è partito questa mattina dal quotidiano Il Corriere Della Sera, parlando del vertice di Bruxelles che parte tra i no per la trattativa sugli aiuti da 750miliardi. Conte con Francia e Spagna è contro i veti del nord e dice “non cederemo”. Il tema è quello di evitare che gli effetti della pandemia creino una divaricazione tra i vari paesi. Bisogna fare in modo che la crescita sia omogenea in tutte le parti d’Europa. La questione non è la faccenda dei soldi, perché nessuno ne dubita, ma sulle modalità. Il nostro ministero dell’economia fa notare che dal 2008 a oggi la Germania è cresciuta del 13%, la Francia del 7%, la Spagna del 3% mentre l’Italia perde il 9%. Dal 2012 la scelta della BCE diretta da Mario Draghi era quella di creare liquidità, di

favorire l’abbassamento dei tassi d’interesse e la capacità dei governi di indebitarsi più facilmente. Gli avversari all’epoca dissero a Draghi che stava commettendo un grosso errore perché i paesi che non avrebbero saputo cambiare i loro meccanismi interni, sarebbero finirti con aumentare il loro debito senza avere maggiore crescita. Noi Italiani abbiamo fatto tutto il possibile per dare ragione a chi si opponeva a quella scelta e oggi raccogliamo i frutti di quella scelta.


Sullo stato di emergenza per il covid, Il dietrofront del governo. No alla proroga dello stato di emergenza covid, Giacalone ha detto che bisogna smetterla di pensare che il virus sia un problema di decreti ministeriali. Quando il governo presentò l’ipotesi di completare un anno intero di situazione d’emergenza, avevo molte perplessità, anche perché se dovesse capitare una situazione d’emergenza, basta convocare il consiglio dei ministri e dire che c’è uno stato d’emergenza, e no è una procedura lunga. Questo non vuol dire che il virus no c’è più. Ieri per esempio i contagi negli  Stati Uniti era spaventoso, e sta crescendo anche in Italia.


Sulla questione scuola e di come si tornerà in aula settembre, Giacalone si è espresso dicendo che una delle cose di cui va liberata la scuola è il sindacato che dice: o vi mettete d’accordo con noi o non si può fare la scuola in Italia ne la si può governare. La Francia, che ha avuto i contagi dopo di noi, ma non meno drammatici, ha già riaperto le scuole. I sindacati devono occuparsi dei lavoratori della scuola, che è una cosa giusta, e si accorgano che è in programma l’assunzione di molti lavoratori della scuola che non sono laureati. Siamo arrivati a un livello che chiunque può andare in cattedra.


Danneggiare i colleghi per controllare le nomine, è questa l’accusa a Palamara. Giacalone controbatte dicendo che Palamara danneggiava si dei colleghi ma per favorirne altri. Il groviglio va sciolto in modo brutale perché c’è un procedimento interno a una associazione privata che si chiama associazione nazionale magistrati, un processo disciplinare al CSM e la cosa paradossale è che a giudicare o testimoniare potrebbero essere chiamate le stesse persone.

Questa è una follia allo stato puro.


Sui monopattini assassini Giacalone ha detto: tutto ci saremmo immaginati nella vita, tranne che un giorno saremmo tornati a parlare dei monopattini. Siamo un paese in cui si fa debito, che toccherà a noi contribuenti pagare, che da un aiuto a comprarsi il monopattino, ed è una cosa surreale. Inoltre c’è anche un problema di regole.


L’opinione di Davide Giacalone del 18 luglio 2020, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Luigi Santarelli e Stefano Mannucci.

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Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.