Cade il divieto di licenziamento

giovedì 15 ottobre 2020

Il primo argomento trattato da Giacalone è lo stop al divieto di licenziamento. Giacalone fa notare che nel periodo coronavirus, in Italia sono stati persi 700mila posti di lavoro e 10milioni nell’unione Europea e che le previsioni parlano di 12milioni entro la fine dell’anno. Il licenziamento non si è fermato per tutti e bisogna ricordarsi che ci sono lavoratori con qualche garanzia e altri che non ne hanno. Bisogna poi calcolare i lavoratori in “Nero”, quindi fuori dalla regolarità, che è la parte che è andata a zero. Le imprese vorrebbero assumere, per produrre ricchezza, ma se si vedono costretti a licenziare è per il semplice motivo che la ricchezza no si produce e così si trasformano in  trasferitori di sovvenzioni pubbliche. Bisogna spostare le risorse dove serve occupazione.


Poi è passato al tema del lavoro femminile a cui il premier Conte destinerà una parte rilevante del Ricovery Fund. Giacalone ha espresso la sua contrarietà spiegando che l’affermazione di Conte è scioccamente demagogica e un modo per lisciare il pelo all’opinione pubblica. Quei fondi, dice Giacalone, non devono servire per l’occupazione femminile, come non deve servire per l’occupazione giovanile, o per quella al Sud. 

Vorrei ricordare che la disoccupazione peggiore, la classica coltellata alla schiena, è quella del cinquantenne che ha famiglia. Non è una questione di donne, giovani o persone del sud. Quei soldi devono andare dove creano ricchezza e non da altre parti per prendersi l’applauso e il consenso degli italiani. Non si può pensare che con i soldi degli investimenti che devono creare ricchezza, servano a creare la parità di genere. Così si fa solo della demagogia degenere.


Giacalone è poi passato alla storia giudiziaria della moglie di un ex dissidente che nel 2013 è stata espulsa dall’Italia, che si è conclusa con tutti gli imputati condannati. La storia è raccapricciante. È il 29 maggio 2013 e la polizia cerca il dissidente ma non lo trova. Trova invece la moglie e la figlia nella sua casa all’Olgiata a Roma. Vengono prelevate e portate in aeroporto, dove il governo Kazako aveva messo a disposizione un aereo per riportarle in patria e con un provvedimento di espulsione le mandano in Kazakistan. Questo ha innescato una vicenda processuale che è solamente al primo grado, e sono stati condannati a 5 anni di reclusione i poliziotti che ha agito. L’avvocato di parte civile della Shalabayeva ha detto: è stata fatta giustizia, ma nessuno degli imputati aveva un interesse personale in questa vicenda, quindi in questo processo mancano i mandanti.



L’ultimo argomento trattato da Giacalone è  la giornata amara di ieri dove i “Camici bianchi” hanno parlato di lockdown di Natale, costringendo poi il premier a precisare. Numeri dati senza chiarezza e precisazioni, quasi come se si volesse sperare che il terrore ci possa aiutare e salvare. Giacalone dice: abbiamo bisogno anche di divertirci.

Il divertimento viene dopo il lavoro o lo studio, ma questo non significa che non abbia importanza. 

Il problema è che la soluzione non ce l’ha nessuno e si tenta disperatamente di trovare il modo per convincerci ad usare molta più prudenza per evitare poi di rinunciare a molte cose. Quello che indigna è che in un momento come questo è importante che l’autorità sia autorevole. I tamponi dovrebbero essere all’angolo della strada senza fare file interminabili, e i vaccini antinfluenzali non dovrebbero essere in ritardo. L’autorevolezza di un governo è anche questo e deve dare fiducia al paese, altrimenti questa si perde e aumenta lo scetticismo.


L’opinione di Davide Giacalone del 15 ottobre 2020, all’interno di Non Stop News,  con Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco e Fulvio Giuliani

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Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.