Conte, conciliare economia e salute, il Mes non è la panacea

lunedì 19 ottobre 2020

Il primo argomento affrontato da Davide Giacalone è stato il nuovo Dpcm di ieri sera. Anche nel primo periodo di covid i decreti prevedevano più o meno le stesse regole applicate in questo periodo. La grande differenza rispetto all’esperienza che abbiamo già vissuto è che allora l’Italia, rispetto agli altri paesi, era avanti di 10/15 giorni e gli altri ci guardavano chiedendosi dove stavamo sbagliando. Dopo 20 giorni anche gli altri paesi si sono trovati nelle stesse condizioni. L’Italia di fatto ha anticipato quelle misure che poi sono state prese dagli altri paesi. Adesso sui contagi sono avanti gli altri paesi e siamo noi a guardarli. La situazione generale è che si annaspa un pò ovunque.

Quello che colpisce Giacalone sulle nuove misure sono le norme che indicano cosa dobbiamo fare. Sarebbe il caso di mettere una norma anche su quello che deve fare l’organizzazione pubblica. Se c’è lo stato di emergenza, le responsabilità sono centralizzate, e si possono comunque prendere delle decisioni locali e i prefetti dovrebbero informare il governo su cosa succede in una provincia Italiana.


Il secondo argomento è quello dei ricchi che con la situazione covid hanno aumentato la loro ricchezza. Il conto in banca di 643 persone è cresciuto di 845 miliardi di dollari mentre 50 mila persone hanno perso il lavoro e 14 milioni sono disoccupati. Giacalone conferma i dati esatti ma dice ma rischiano pericolosamente, di falsare la percezione della realtà. Nel mondo tutti sono convinti che da quando è partita la globalizzazione, le distanze tra i ricchi e poveri sono aumentate. I ricchi sono enormemente aumentati e anche i poveri, invece è l’esatto opposto. 

Dal 1990 i poveri nel mondo sono enormemente diminuiti, e sono un miliardo e duecento milioni in meno le persone che muoiono di fame. Ne rimangono 700 milioni che sono comunque troppi. 

Negli Stati Uniti, alcuni ricchi sono diventati molto più ricchi, però i poveri sono diventati meno poveri. 

Il ceto medio è stato raggiunto dai i meno poveri e questo ha messo loro paura perché la situazioni di privilegio si è assottigliata. In Italia non c’è stata crescita e i ricchi da rendite e da patrimonio sono rimasti più o meno quelli che erano mentre quelli da reddito in Italia, non esistono e basta vedere la dichiarazioni dei redditi. I poveri veri li abbiamo importati e non generati all’interno del Paese, mentre il ceto medio è rimasto fermo perché non c’è crescita e questo crea paura per il futuro.


Il terzo argomento è quello di Calenda che si è candidato a sindaco di Roma e sfida il PD.

Giacalone fa notare che a Roma si vota tra otto mesi. Stiamo passando da una campagna elettorale all’altra, viziosamente e ininterrottamente. Visto che c’è ancora molto tempo e mancano ancora le indicazioni di alcuni candidati, si potrebbe ingannare l’attesa facendo un confronto fra i programmi (se ci sono).


Dopo un affettuoso ricordo di Alfredo Cerruti e della sua demenziali intelligente, Giacalone è tornato sulle prime dei giornali per parlare e del ragazzo di 33 anni, influencer del feetness che sui social diceva che il virus non esiste, morto dopo aver contratto il virus durante un viaggio in Turchia.

Giacalone ha detto che nel mondo sono diverse le persone che pensano che sia tutta una invenzione. 

Purtroppo questa persona ha dovuto ricredersi, chiedere scusa, ma è deceduto a causa del covid.

Alcuni scrivono che questo virus si supera. Il problema è qual’è la capacità delle strutture sanitarie di fare fronte al covid. 


L’opinione di Davide Giacalone del 19 ottobre 2020, all’interno di Non Stop News,  con Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco e Fulvio Giuliani

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Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.