Europa, la legge Gasparri sulla tv e la rete unica è da rifare

venerdì 04 settembre 2020

La corte di giustizia europea ha accolto il ricorso di Vivendi nella sfida contro Mediaset e ha bocciato le regole Italiane e il governo sta valutando i rischi di una scalata Mediaset. I giornali lo descrivono come un duello tra  Mediaset e Vivendi che diventa socio di Mediaset.  All’inizio sembrava  un unione in amicizia, poi, Vivendi prova a scalare Mediaset e nel frattempo investe in Tim. La legge Gasparri, regola l’antitrust nel sistema unico delle comunicazioni. Se si ha una funzione rilevante nel sistema delle comunicazioni, non si può avere un’altra posizione rilevante in altri settori. Questo poteva avere senso nel mondo delle comunicazioni analogiche, ma oggi, con il sistema digitale è cambiato tutto e la distinzione tra le reti e i contenuti non sono così nette.


In Francia, il piano di rilancio industriale vale 100miliardi. Parigi attingerà dai fondi europei 40miliardi e dal 2025 ridurrà il debito senza nuove imposte, puntando su ecologia, competitività e coesione sociale. La Francia ha già presentato il suo piano mentre il governo ha detto ufficialmente che il nostro piano di rilancio verrà presentato a ottobre. Nel frattempo non se ne discute.

La Francia ha destinato i soldi al sistema produttivo e non per l’aiuto alle famiglie. Vuole rilanciare la competitiva delle piccole e medie imprese per riportare la produzione industriale nel paese. La Francia punta anche sulle biotecnologie e sull’intero ciclo di gestione dei rifiuti. Noi invece, oltre a prendere multe meritate, per la gestione dissennata dei rifiuti, buttiamo via i soldi insieme alla spazzatura per trovare altri paesi europei che  li gestiscano. Loro ne traggono ricchezza e noi ci impoveriamo.


La metà dei boss mafiosi scarcerati per il virus è ancora a casa. Il ministero Bonafede vuole li vuole monitorare. L’opposizione parla di un governo incapace. La salute di un detenuto nelle mani dello stato, deve essere tutelata. Il dipartimento per l’amministrazione penitenziaria prendere la decisione di scarcerare un detenuto per motivi di salute. Durante il covid ci sono state scarcerazioni considerate eccessive. Il ministro della giustizia ora vuole fare un monitoraggio ed è inquietante. Il ministero dovrebbero sapere il numero e le condizioni dei detenuti Italiani, e se ci sono problemi di salute.  Dovrebbe essere una prassi normale e quotidiana. 

 

Ieri per i 13072 posti disponibili, 66683 ragazzi hanno tentato i test di medicina alche significa. Questi numeri indicano che entrerà un candidato su cinque. L’imbuto non è alla laurea ma è alla specializzazione. Nel nostro paese c’è un interesse vitale ad avere medici formati bene, e aumentando il numero di persone, queste vengono meno seguite e il corso si dequalifica.

Quando c’è una maggiore offerta universitaria, i test selezionano gli ingressi in determinati istituti. 


L’opinione di Davide Giacalone del 4 settembre 2020, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Enrico Galletti e Luigi Santarelli


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