I direttori sanitari poco chiari sulla disponibilità dei posti per i ricoveri da covid

giovedì 29 ottobre 2020

l nostro editorialista, Davide Giacalone, in rassegna stampa è partito dalle restrizioni in Italia con la speranza di rallentare il contagio e il problema di limitare il più possibile l’infrangessi dell’onda sulle strutture sanitarie. 

Continuo a trovare inaccettabile, dice Giacalone, quello che alcuni direttori sanitari degli ospedali dicono. Alcuni sostengono di essere al collasso mentre altri dicono che di posti ce ne sono quanti se ne vuole.

Bisognerebbe avere un bollettino quotidiano delle disponibilità. 


In Francia e Germania, per contrastare la pandemia. Giacalone ha sottolineato alcune differenze sostanziali, rispetto al dibattito in corso in Italia: in Francia, il presidente Macron ha annunciato e sottolineato che le scuole resteranno aperte. Una sorta di ultima frontiera da difendere a tutti costi. Quante differenze rispetto al nostro paese, in cui solo ieri la regione Puglia ha autonomamente deciso la chiusura di tutte le scuole, tranne quelle dell’infanzia. 


Poi è passato alla notizia delle borse europee che tracollano e la pandemia che le spaventa . 

Milano ha perso il 4% e sale lo spread. La borsa bisogna seguirla minuto per minuto, ma devi essere un operatore di borsa, perché se non lo sei non ha senso. 

Quando leggo titoli di giornali come “l’incubo del lockdown fa crollare le borse” pongo a loro una domanda:  

ma secondo voi, gli operatori di borsa non se ne erano già accorti che c’era il virus?

È ovvio che la situazione in borsa sia così, ed è evidente che gli andamenti sono influenzati da una serie di cose. Se poi guardiamo i titoli in borsa, vediamo che quelli tecnologici e farmaceutici vanno bene.

Dobbiamo guardare le cose nel loro insieme. Quando è iniziata la pandemia, la botta è stata forte anche per la borsa, ma poi le posizioni sono state riprese e succederà ancora così.


Il terzo argomento trattato è quello del caos dei trasporti e l’inutilizzo di 180milioni con i pullman privati che restano nelle rimesse. Un imprenditore ha offerto i suoi servizi  a 735 comuni senza avere nessuna riposta. 

Questi pullman privati, per vari motivi a causa della situazione virus, rimangono fermi. Quindi parte la cassa integrazione e altri sostegni a queste aziende. Non è più facile farli lavorare?

Gli azionisti delle società di trasporto pubblico, sono i comuni che hanno difeso il loro monopolio tagliando fuori i privati. Questo porta alla chiusura delle scuole perché non si possono differenziare gli orari di ingresso. I mezzi privati sono disponibili e ancora una volta i soldi ci sono.

Ci facciano la cortesia di provvedere.


In Germania, dove il Lockdown è più light, ieri la cancelliera Merkel ha annunciato rimborsi fino al 75% degli 

incassi mancati alle aziende sotto i 50 dipendenti, e altri sulla base del fatturato degli ultimi tre anni o tre mesi, in base alle tipologie commerciali.  A Berlino si sono buttati via meno soldi per provvedimenti elettorali ma c’è anche un altro aspetto. Le agenzie delle entrate tedesche possono fare riferimento anche dichiarazioni dei redditi più credibili, rispetto a quelle italiane. 


Infine, un passaggio sulla crisi Francia-Turchia e l’invito a isolare il neo sultano Erdogan. 


L’opinione di Davide Giacalone del 29 ottobre 2020, all’interno di Non Stop News,  con Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco e Fulvio Giuliani

   

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Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.