Il governo prolunga lo stato di emergenza al 31 gennaio 2021

venerdì 02 ottobre 2020

In Rassegna Stampa iniziamo dal prolungamento dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 voluto dal governo. Giacalone fa notare che quando ieri il governo ha preso questa decisione, le opposizioni si sono pronunciate fortemente contro. In Italia lo stato di emergenza è nelle mani del governo, poteri di indirizzo e di efficacia delle misure, tolte agli altri enti, a partire dalle regioni. 

La cosa preoccupante è che da una parte si fa lo stato di emergenza, poi per l’appalto dei bachi con le ruote o sulla cassa integrazione, si incolpano altri enti o persone. Un potere corrisponde a una responsabilità e poi quando le cose non funzionano è sempre colpa di qualcun altro. 


Sul flop dell’app immuni, che in parlamento, deputati e senatori non hanno scaricato, Giacalone ha detto: scaricare l’app è facile, è capire a cosa serve che è più complicato.


I giornali continuano a scrivere che il vaccino sarà pronto entro novembre, ma nessuno lo può sapere, anche se speriamo che sia pronto al più presto. Quando sarà disponibile si aprirà un problema serio

che sarà a quali paesi per primi sarà messo a disposizione, perché il vaccino funziona solo se diventa globale.


La procedura legale dell’Europa contro Londra è la questione del confine dell’Irlanda del nord e la Repubblica Irlandese. Il Regno Unito si trova un pò in difficoltà nel dare spiegazioni, e ha adottato una legge che è contro il diritto internazionale, tanto è vero che lo stesso governo inglese, dopo averla fatta approvare alla camera e ai comuni ha detto che alla camera dei Lord ne discuteranno con calma. Probabilmente è una sceneggiata negoziale per cercare di chiudere gli accordi entro il 31 dicembre.


Il leader della Cgl, Maurizio Landini ha detto che le aziende vivono di contributi pubblici.

I sussidi sono gli strumenti dell’assistenzialismo, che per Davide è l’umiliazione dell’assistenza. 

Ho detto molte volte che la cassa integrazione non è il modo per soccorrere il lavoratore, ma un modo di soccorrere le aziende che non sono competitive e che si alleggeriscono di una parte del costo del lavoro. Pensare che una persona possa vivere alle spalle dello stato non funziona.

Il reddito di cittadinanza e quota 100 sono stati due clamorosi errori ammessi dallo stesso presidente del consiglio Conte, che li ha varati con il governo precedente.  


L’opinione di Davide Giacalone del 2 ottobre, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Enrico Galletti e Luigi Santarelli 

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Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.