Il ritorno dell’auto certificazione

giovedì 22 ottobre 2020

Davide Giacalone ha incominciato dalla notizia del ritorno dell’autocertificazione dicendo: a me piace essere funzionale e mi chiedo perché non viene inserita sull’app Immuni? Così l’applicazione tornerebbe utile e renderebbe la certificazione incrociabile. Nella nuova autocertificazione, spero che si utilizzi un linguaggio normale, senza mettere i vari decreti, perché la gente firma le dichiarazioni senza essere a conoscenza di questi articoli. Perché poi dobbiamo firmare che non siamo positivi, quando abbiamo imparato che anche se si fa il tampone e non risulta positivo, due ore dopo magari cambia tutto?


Giacalone è poi passato alla didattica a distanza in Lombardia e nel Lazio affermando che non sanno di cosa stanno parlando. Se si dice che la scuola deve attrezzarsi alla didattica digitale, non si è capito di cosa si sta parlando. 

La didattica a distanza deve essere fatta su una piattaforma nazionale. Quando dicevamo che bisognava prepararsi a questa cosa, perché la didattica digitale non è a casa, ci criticavano dicendo che il governo aveva escluso di tornare alle lezioni a distanza. Se adesso ricominciamo a fare didattica a distanza ancora in modo rudimentale, è inaccettabile.


Poi la notizia del Papa che dice che gli omosessuali hanno il diritto di farsi una famiglia, Giacalone ha detto: Papa Bergoglio è il capo della cattolicità, ma è anche una figura pubblica rilevante. Credo che si sia frainteso quello che il Papa ha detto. Le unioni civili non sono l’unione o il matrimonio fra omosessuali. Nella legge sull’unione civile bisogna regolare i diritti individuali. Bisogna poter vivere con chi ti pare, decidere a chi lasciare le cose, libero di poter essere assistito nella vita da chi credo. I sentimenti e gli affetti sono una cosa diversa. Quando si entra nel campo della famiglia, quello che la legge civile regola in modo pesante, è il vincolo relativo ai figli e la tutela del minore.

Il problema è che sulla legge delle coppie omosessuali ci sono molte cose da regolare

Le unioni civili le legiferano gli stati fuori dal Vaticano, dentro al Vaticano potrebbero legiferare l’allargamento del Sacramento.


Poi e passato alle parole di Ricciardi, consulente del ministro Speranza, che ha detto: a Roma e a Milano abbiamo perso il controllo, e quelle del numero uno del comitato tecnico scientifico: abbiamo sbagliato, non abbiamo fatto quello che dovevamo. Giacalone ha fatto notare che la nostra legislazione sullo stato d’emergenza, va profondamente rivista perché è fallimentare. Si proclama lo stato di emergenza, ma non c’è nulla che funzioni come se si fosse in emergenza. Lo si proclama per dire alla gente cosa deve fare, e non per riuscire a cambiare il modo in cui lo stato deve operare. Orlando, uno dei leader del PD dice, basta con il caos del disallineamento delle regioni. Forse Orlando si è dimenticato che la riforma del 2001 l’ha fatta il suo partito, modificando la costituzione e creando il caos alle regioni.


Ultima notizia trattata da Giacalone e quella del boom di depositi in banca, per paura del prolungamento della crisi. 

In un anno sono aumentate di 125 miliardi le somme parcheggiate negli istituti bancari, ed è raddoppiata la tendenza al risparmio delle famiglie. Ci sono 1700 miliardi liquidi, di privati, in banca, di cui 1267 sui conti correnti. Questo è uno dei punti di forza dell’Italia ma anche uno dei grossi problemi per il nostro paese. Quella liquidità non dovrebbe restare nelle banche, ma al servizio della crescita, mentre rimane ferma per l’effetto della paura, dei bassi tassi di interessi

che non spingono a spostare i soldi e poi c’è diffidenza verso gli altri. 


L’opinione di Davide Giacalone del 22 ottobre 2020, all’interno di Non Stop News,  con Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco e Fulvio Giuliani


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