Il tweet del governatore della Liguria Toti scritto da un collaboratore

lunedì 02 novembre 2020

Il nostro editorialista, Davide Giacalone, è partito dal ricordo dello straordinario Gigi Proietti, scomparso questa mattina all’alba. Secondo Giacalone, fra le mille altre cose, la grandezza di Gigi Proietti è stata la capacità di essere ricordato da ciascuno di noi per uno dei suoi tantissimi, inimitabili momenti al teatro, al cinema o in televisione. Come se ciascuno potesse scegliere il proprio Proietti preferito. Una capacità di osservare e anche criticare la realtà, senza mai perdere il sorriso e la forza dell’ironia. Un ultimo dono, il poterlo ricordare così, senza cedere alla retorica e soprattutto senza rinunciare mai al sorriso.


Poi è passato al decreto sugli over 70 e ha detto: ci vuole un pò di coerenza pubblica perché poi ci si esprime come è capitato al presidente della regione Liguria Toti che prima ha detto una cosa per poi correggersi dicendo che l’aveva scritta un suo collaboratore. Viene da chiedersi se quello che sta dicendo sono parole sue o del collaboratore. 

Queste cose non si fanno e se si è un leader non si scaricano le responsabilità.


Da parte del governo si cerca di dire una cosa sensata in maniera insensata. 

È evidente che quelli più esposti al rischio contagio sono le persone che hanno patologie e un’età avanzata. Se però al governo è venuto in mente di confinare le persone in base all’età, dovrebbero dare un’occhiata alla costituzione dove non esiste alcun fondamento. I politici, guardando il Quirinale, dovrebbero farsi venire in mente che dentro c’è il Presidente Della Repubblica che ha più di 70 anni. Non hanno visto quello che è successo nelle Rsa dove gli anziani erano chiusi e isolati?


Poi è passato a parlare del governatore della Toscana, Eugenio Giani, che ha detto che il governo fa bene a discutere insieme alle regioni, le nuove misure di contrasto al virus, ma poi aggiunge che il governo deve trovare una sintesi perché le regioni non hanno mezzi. Giacalone ricorda che a febbraio il paese è stato preso alla sprovvista da questo virus e il disallineamento tra stato e regioni ci poteva stare. Ora siamo a novembre e non possiamo vedere ancora le regioni che dicono quello che gli pare, creando una babele di ordinanze. Ricorda Giacalone, che da fine gennaio siamo in stato di emergenza e ora il presidente Giani deve rendersi conto che le ordinanze regionali non devono esserci. O si smonta lo stato d’emergenza e quindi si passa alle competenze locali, oppure allo stato attuale delle cose deve finire.


Poi toccando il tema del digitale nelle scuole, dove 300mila studenti sono senza computer e internet, Giacalone ha detto che gli 85milioni destinati a coprire questo problema, oltre ad essere insufficienti, rischiano di essere soldi buttati via. No si rimedia dando semplicemente il computer e prima di usare i soldi bisogna usare la testa. 

Va programmata una piattaforma nazionale dell’istruzione e poi bisogna avere il modo di farla funzionare e gli strumenti adeguati. I collegamenti che si fanno per l’istruzione sono fatti spesso via telefono e non con fibra ottica che molti a casa non hanno.   


L’ultimo argomento trattato da Davide Giacalone è quello dei trasporti. Giacalone dice che l’esigenza di riuscire a spostare delle persone per lavorare e per studiare è un un problema banale perché quando c’è una epidemia, nei mezzi pubblici bisogna diminuire la densità dei passeggeri, quindi o aumento il flusso o i sistemi dei trasporto. 

I sindaci chiedono soldi allo stato che ha già stanziato 180milioni per questo motivo e che finora sono inutilizzati.  


L’opinione di Davide Giacalone del 2 novembre 2020, all’interno di Non Stop News,  con Giusi Legrenzi, Pierluigi Diaco e Fulvio Giuliani

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Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.