L’Italia non è un paese di consumatori ma di grandi produttori

mercoledì 02 settembre 2020

l nostro editorialista, Davide Giacalone, in rassegna stampa ha commentato i dati sull’occupazione che parlano di 85mila assunzioni in più. Bisogna però tenere conto che ne sono stati bruciati 500mila. Questi numeri bisogna saperli capire. 

Ieri l’stat ha notato un aumento della disoccupazione, ma perché diminuiscono gli inattivi, cioè aumentano quelli che vanno in cerca di lavoro. Il dato che ho sempre suggerito di tenere d’occhi, non è quello del numero degli occupati o dei disoccupati, ma  la percentuale degli occupati. Questi numeri seppur di poco sono cresciuti e la percentuale degli occupati è al 57.8% . È pochissimo. In Italia si lavora troppo poco e quelli che stanno partecipando alla produzione di ricchezza è drammaticamente bassa. La stagione dei fondi europei presenta delle opportunità nella capacità di investire e creare nuovi posti di lavoro e non per sussidiarli .

 

I soldi del recovery fund non devono essere usati per tagliare le tasse, sarebbe un gravissimo errore. La pressione fiscale in Italia è altissima e deve scendere, ma per farla scendere, bisogna tagliare la spesa improduttiva che non crea ricchezza, e in ragione di questi tagli deve scendere la pressione fiscale. Se si utilizzano i soldi della next generation per farla scendere, si realizza un sistema nel quale si spendono dei soldi che sono a debito, lasciando immutata la spesa e il costo. Quindi si crea debito per lasciare le cose immutate. L’Italia non è un paese di consumatori ma di grandi produttori, ma se si mettono i soldi dove non si produce, ci impoveriamo ogni giorno di più.


Giacalone ha poi parlato dei quatto bambini morti, dei cinque celebralesi e dei cento infettati da un batterio dentro ai rubinetti dell’acqua e nei biberon. Questo è intollerabile. No è possibile che in un ospedale nel ventunesimo secolo possano succedere certe cose. La procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta che porterà a punire i responsabili.

Qualcuno dirà che questi sono i risultati dopo i tagli sulla sanità. La spesa sanitaria non è mai stata tagliata, anzi ha continuare a crescere nell’ultimo decennio e lo ha fatto in modo impressionante. Non è che si curano le persone in base a quanto si spende ma bisogna vedere anche dove metti i soldi. La retribuzione del personale sanitario è diminuita, mentre la spesa per i servizi sanitari esterni, è cresciuta enormemente. Smettiamola di misurare la spesa per la cultura con quella  per la scuola per la salute o per la sanità. Quando si alimentano spese improduttive, oltre a farle crescere, aumenta la pressione fiscale e cresco i debiti.


Troian su tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Attesi dal ministero i requisiti tecnici. Il captatore informatico si installa con un allegato e vede, sente e registra tutto. La tutela della privacy dell’indagato è affidata al controllo dei Pm.

Magari sei indagato e il cantatore sente e registra tutto e può utilizzare le informazioni per questioni completamente diversa dalla quale non sei indagato. Ieri è entrata in vigore la legge n°7 del 2020, conversione del decreto legge del 30 dicembre 2019 sulle intercettazioni. Chi ha un pò di memoria ricorderà che per votare questa legge, il Pd aveva chiesto che prima doveva entrare in vigore la riforma della procedura penale. Questa non si è mai vista.  Alla Lega toccò votare la cancellazione della prescrizione, e al voto per la legge sulle intercettazioni disse che prima ci sarebbe stata la riforma del processo penale. Anche questa non si è mai vista. Quando si dice, voto una cosa che non condivido però intanto, prima, proviamo a a correggere quello che stiamo votando, non funziona. È un modo per creare caos e poi alla fine rimangono queste cose che ti scassano la giurisdizione.


Luca De Marchi, un ragazzo con meno di 20anni, che domani non potrà partecipare al test di medicina perché bloccato in casa dalla quarantena preventiva. Luca è uno sportivo a livello agonistico e anche tutta la sua squadra è stata messa in quarantena.

Il governo, dopo sei mesi non ha trovato dato alcuna soluzione al problema e il ministro Manfredi sta cercando un rimedio dell’ultimo minuto. Giacalone dice che sarebbe stato molto più semplice se ci avessero pensato prima. Era ovvio che sarebbe successo questo e il fatto che no si possa utilizzare la telematica non ha risposte. C’è un blocco mentale come del resto per la scuola dove si dice, o faccio il concorso in presenza o per via telematica, come se le due cose non potessero convivere. Certo, bisogna saperle organizzare e in 4/5 mesi si poteva fare mente in 4/5 ore, quando ci si accorge che esiste il problema, è un pò più complicato risolverlo.  


L’opinione di Davide Giacalone del 2 settembre 2020, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Enrico Galletti e Luigi Santarelli


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