La via della ripresa passa attraverso il lavoro

sabato 11 luglio 2020

Davide Giacalone, nostro editorialista, in rassegna stampa è partito questa mattina dall’intenzione del governo di prorogare lo stato di emergenza, i poteri di intervento straordinari dell’esecutivo, fino  

al 31 dicembre. Così sarebbe un anno che siamo in queste condizioni. Ed è polemica politica. Virus: restano in vigore le norme su zone rosse, scuole, smart working, e tornano a salire i contagi. PD e Centro Destra chiedono che Conte venga in aula, e c’è il si di palazzo Chigi. Giacalone dice che non bisogna abbassare la guardia, c’è una situazione di pericolo costante, ma che questo abbia a che vedere con il prolungamento dello stato di emergenza, ho dei serissimi dubbi. 

Manifattura: l’Italia rialza la testa. I dati diffusi dall’Istat dicono che a maggio la produzione industriale rimbalza al 42.1%, però il divario su base annua è ancora negativo, meno 20%. Giacalone fa notare che il dato di crescita è comunque superiore alle previsioni, quindi è un dato molto positivo, ma è misurato sul mese precedente. La via della ripresa passa attraverso il lavoro.

L’Italia che ha riavviato le macchine è un’Italia che funziona.  

Laureati senza lavoro, siamo gli ultimi della classe. Questa è una delle ragioni per cui prima del virus, crescevamo meno degli altri, perché è un paese scarsamente meritocratico.


La visita di Conte a Venezia per la prova e non il collaudo come molti scrivono, del Mose, discusso e noto sistema che dovrebbe impedire a Venezia di soffrire per l’acqua alta separando il mare dalla laguna. Il test è stato superato, anche se per terminare i lavori ci vorranno ancora 18 mesi. Per questo lavoro sono stati spesi 5,5 miliardi di euro. 


L’opinione di Davide Giacalone del 11 luglio 2020, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Enrico Galletti e Stefano Mannucci.

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