Ma per le grandi opere serve davvero un Commissario?

domenica 20 settembre 2020

Nella rassegna stampa Davide Giacalone ha commentato la notizia sulle grandi opere. “Le opere si programmano e si fanno in tempo. Ma che senso ha mettere i Commissari come a Genova? Perché derogare rispetto alla norma? È bene fare le gare, per la realizzazione si devono risolvere le divergenze e deve esistere il controllo di legalità. Il caos dei commissari aumenta il caos” dice Giacalone. 

Su Palamara fuori da ANM: “Ha violato il codice etico. Mi colpisce la scarsa partecipazione, Palamara era presidente dell’ANM ma la scelta tradisce l’ipocrisia della corporazione”.

Oggi ricorrono i 150 anni da Porta Pia: “La memoria si affievolisce, è festa per chi voleva Roma capitale. La battaglia iniziò alle 5 del mattino, le forze papaline alle 10 erano sconfitte. A sparare il primo colpo fu Segre un ebreo: eravamo nel 1870 e il Papa lanciò una sorta di anatema”.

Torna il pubblico negli stadi: “Attenzione, il virus può colpire sul lavoro e nell'ambito del divertimento. Le regole devono essere razionali: in Inghilterra si sta avvicinando il lockdown, il desto di Europa cerca altre strade per non fermarsi del tutto”.

E poi la cronaca da Treviso: “Un bimbo di 6 anni è stato dimenticato in bus: si era addormentato al ritorno da scuola e si è svegliato da solo nel deposito. Ha preso il martelletto e ha spaccato il vetro per uscire dal mezzo; è stato trovato da alcuni passanti su una panchina, da lì l’allarme. Il ragazzino é un buon esempio per tutti noi! Esempio di freddezza e pragmatismo”. 

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