Migranti: c’è un confine comune e deve esserlo per responsabilità e soldi spesi

lunedì 31 agosto 2020

Il nostro editorialista, Davide Giacalone, in rassegna stampa ha affrontato il problema migranti. 

La questione  decreti sicurezza è una questione politica Italiana che ha una relazione marginale rispetto a questi fenomeni.

Voglio ricordare che oltre agli sbarchi dei migranti via mare ci sono quelli delle frontiere via terra, di cui ci si occupa molto meno perché sono meno drammatici. I numeri dicono che gli arrivi via mare quest’anno sono più bassi rispetto a quelli del 2018 e abbiamo un’impennata solo al momento. Quando si creano casi difficili come quella di Lampedusa, non è una situazione da sottoporre alla volontà di un solo paese. Molto dipende anche da quello che sta succedendo dall’altra parte della sponda. Il caos Libico e la Turchia generano problemi enormi. Quello che bisogna fare in Italia è fissare l’idea che i nostri confini che quelli della Grecia e della Spagna, sono confini Europei. È sbagliato continuare a porre il tema, sia in termini di polemiche interne, ma soprattutto in termini di posizione esterna ai nostri confini Nazionali ma dentro i confini Europei, come se l’Italia avesse bisogno di aiuto, così come lo sono le politiche di ripartizione. C’è un confine comune e deve esserlo per responsabilità e soldi spesi.


Sullo strazio a puntate della scuola e del vertice di oggi sull’inizio delle lezioni, Giacalone ha detto che queste dovrebbero essere cose già definite. La scuola non è un contenitore di ragazzi e bambini, che deve essere disinfettata il più possibile per il tempo cui si lascia in deposito lo studente. La scuola serve per imparare e il covid ha solamente portato il problema dei contagi, ma non è stato la causa della sua dequalificazione. La scuola serve per imparare ed era messa male prima del covid. Sono mesi che si parla dei banchi con le ruote, che per giunta risultano essere non omologati. La domanda è chi si sta occupando di quante persone qualificate ci sono in cattedra, o di un eventuale piano B nel caso dovessero avvenire delle chiusure. Il risultato è Zero. 

Bisogna prendere in considerazione la didattica digitale in modo che sia omogenea in tutto il paese.


Oltre alla scuola ci sono le riaperture degli stadi che sono legati a legittimi interessi ed è giusto che riaprano. L’importante è sempre il buon senso e il rispetto delle regole. Il problema è che gli stadi sono una frazione piccola sia del business che del divertimento legato al calcio. Dobbiamo abituarci a stare negli stadi non come prima, e comunque meglio di prima nell’affrontare il problema dell’ordine pubblico e quello delle fasce organizzate e semicriminali delle tifoserie. Quindi fare entrare meno gente ma in maniera controllata.  


Sul flop dei giovani e sul contenimento dei contagi, Giacalone ha detto che alcuni sostenevano che non avrebbe funzionato, era per partito preso, ma poi si sono visti risultati. Vorrei che il viceministro Sileri facesse attenzione e quanti si accorgono dell’evidenza, a non nascondersi dietro a un dito. L’app immuni, non è che non funziona perché l’hanno sacricata in pochi, ma proprio non funziona.

Se si rimane a casa propria, non c’è nessun problema, ma se ti muovi l’app continua a mandarti messaggi dicendo: nel luogo in cui ti trovi app immuni non è supportata, vai alle preferenze di sistema. L’app non mi ha mai avvertito di niente.


In Mali il bibliotecario della città di Hawa Touré, Abdel Kader Haidara è riuscito a trasportare 24mila manoscritti di Tmbuctù, che come tutti i manoscritti sono patrimonio dell’umanità. Nel 2012, di quei manoscritti gli Jadisti ne bruciarono 4200.

Il mondo, quale che sia la lingua, la cultura, la religione o l’allucinazione che sta vivendo, non è mai tutto uguale. 

Dire “Quelli di li, quelli così” è sempre un errore. È ricorrente nella storia l’allucinazione, l’incubo di poter dire, se brucio quello che c’era prima, se cancello il passato, riesco a edificare un mondo che sembra essere migliore. Questo non ha mai funzionato e mai funzionerà. L’idea di rifondare il futuro cancellando il passato è da manicomio criminale e si ripresenta da diverse parti.

Da noi è in forma lieve con l’idea che abbattendo i monumenti si cambia la storia, e chi ha questa idea si deve fare curare.


L’opinione di Davide Giacalone del 31 agosto 2020, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Enrico Galletti e Luigi Santarelli

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Il punto di vista di Davide Giacalone sulle tematiche più importanti della giornata.