Si parla di scuola, referendum, politica, e non dell’investimento delle risorse

martedì 01 settembre 2020

Il nostro editorialista, Davide Giacalone, in rassegna stampa ha parlato del crollo del Pil a meno 12.8% nel secondo trimestre di quest’anno rispetto a quello dell’anno precedente. La previsione era del 12.4%, quindi abbiamo fatto peggio ma la sostanza non cambia. La situazione la conoscevamo non è una questione che riguarda solo l’Italia. Al posto di fermarsi al meno 12.8% che sapevamo che doveva arrivare, dovremmo occuparci delle cose che dovrebbero arrivare e che ancora stiamo aspettando.

Non si sente parlare di un piano su come investire le risorse per ripartire. Si parla di scuola, referendum, di politica, ma l’investimento delle risorse sembra essere una cosa di minore importanza, e invece sarebbe lo strumento per uscire dalla crisi.


Poi ha parlato dell’accordo per la banda larga dove occorre riflettere. Quello che si va delineando, dopo aver parlato di rete pubblica unica, è che i soldi pubblici verranno investiti in una società a controllo privato, cioè della Tim.

Il capitalismo paziente, di cui parla cassa depositi e prestiti e il suo presidente Palermo, non vorrei che fosse una via di mezzo fra 

il capitalismo perdente di Alitalia o il capitalismo invadente di Autostrade. Ci sono molte norme europee che contrastano con questo 

processo.  


Sul nodo scuola dice che le ultime decisioni erano cose tutte previste. Temo che le palestre inutilizzate diventino dei magazzini per i banchi vecchi e di quelli nuovi quando si rompe una ruota. I titolo dei giornali che riguardano la scuola, sono sempre gli stessi da giorni. Il ministro della sanità Speranza, dopo avere partecipato a un incontro dell’organizzazione mondiale della sanità, sezione Europa, con 53 paesi, ha detto che in caso di chiusure bisogna pianificare le lezioni on line. Questa notizia l’ho vista su un solo giornale. Quello che ha detto giustamente Speranza, è la cosa più scontata del mondo, tanto più che se per ragioni di sicurezza, qualsiasi ragazzo che nel corso dell’anno scolastico dovesse avere anche una leggera alterazione della temperatura corporea è bene che rimanga a casa, ma deve essere messo in condizione di seguire le lezione.

Le lezioni, che siano in presenza o via telematica devono camminare insieme. È una cosa che ripetiamo da mesi e ieri  lo ha affermato anche il ministro della sanità, ma i giornali non ne hanno parlato.


Sulla disgrazia dell’albero caduto su una tenda nel campeggio di Marina di Massa, dove due sorelle sono rimaste uccise, Giacalone ha detto che chiaramente le disgrazie portano dolore ma c’è anche l’aspetto di quando queste non sono solo disgrazie. 

È aperta un’inchiesta, anche perché l’albero crollato sembra che non stesse in ottima salute. In Italia abbiamo un fior di competenze nel settore, e anziché chiamare un agronomo adesso, per fare una perizia per la procura per stabilire se quell’albero andava abbattuto dopo che ha ammazzato due bambine, lo si poteva chiamare prima per stabilire se quell’operazione andava fatta.

Fare le inchieste dopo, oltre ad essere molto triste è anche molto inutile. Tra le cose che si devono fare con i soldi messi a disposizione dall’Unione Europea c’è la sistemazione idrogeologica nel nostro paese.


Primo volo commerciale tra Tel Aviv e Abu Dhabi dopo la riapertura delle relazioni diplomatiche tra i due nemici. Il pilota israeliano che ha rotto il tabù dice: è stata una emozione volare nei cieli sauditi. Fino a ieri non era mai accaduto perché le relazioni tra quei paesi erano tutt’altro che amichevoli. Questo è un successo della diplomazia statunitense e infatti a bordo di quell’aereo c’era il genero del presidente degli Stati Uniti Trump. Ma la faccenda no si risolverà così perché questo finirà per aprire ulteriori problemi dentro il mondo arabo, dove l’esistenza degli estremisti che puntano sulla guerra, non è certo cancellata da questo importante successo. 


L’opinione di Davide Giacalone del 1 settembre 2020, all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Enrico Galletti e Luigi Santarelli

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