Stati Uniti sull’orlo dello scontro istituzionale

mercoledì 04 novembre 2020

Il nostro editorialista, Davide Giacalone, in rassegna stampa ha commentato le ore della grande incertezza, nelle elezioni americane. Giacalone ha sottolineato il gigantesco rischio per la democrazia USA, rappresentato dalle spericolate dichiarazioni del capo della Casa Bianca, Donald Trump, che si è intestato la vittoria all’alba italiana, quando i risultati definitivi erano ben lontani dall’essere arrivati. Un rischio su cui riflettere. Quanto al DPCM varato a tarda sera, Davide Giacalone ha sottolineato l’esigenza di comprendere fino in fondo i criteri, in base ai quali si deciderà la suddivisione delle regioni nei diversi livelli di rischio. Fra questi, l’indice di trasmissione, quello di affollamento degli ospedali ma non solo. È necessario concentrarsi sulla capacità di effettuare tamponi e analisi fra la popolazione. Ancora, abbiamo ragionato del ruolo sempre più decisivo dei social a livello mondiale e dell’esigenza di una regolamentazione della loro attività giornalistica, che non sia legata soltanto a un’auto organizzazione interna. Esempio di queste ore, la segnalazione da parte di Twitter del tweet di Donald Trump, in cui il presidente si assegnava la vittoria. 



Abbiamo sviluppato gli stessi concetti con Roberto Arditti, direttore editoriale di Formiche.Net. Arditti ha sottolineato come Donald Trump, dato per sconfitto da tutti alla vigilia, sia ancora qui a giocarsi la vittoria, addirittura in una posizione di vantaggio nei pochi Stati decisivi. Roberto Arditti, poi, ha sottolineato un grave rischio emerso per la democrazia americana e la democrazia in quanto tale: siamo sempre stati abituati - ha dichiarato - a considerare gli USA il paese in cui, anche dopo un durissimo confronto elettorale, l’avversario sconfitto riconosce la vittoria del concorrente e la macchina democratica va avanti. Quello che sta accadendo in queste ore, invece,  rischia di far saltare questo schema. 



Con Paolo Magri, vicepresidente esecutivo dell’Ispi, abbiamo fatto il punto sulla grave crisi costituzionale che potrebbe essere scatenata dalle parole del presidente degli Stati Uniti. Il suo richiamo a un possibile ricorso alla Corte Suprema, per sospendere il conteggio dei voti è sicuramente senza precedenti, come sottolineato dal corrispondente dagli Stati Uniti del Corriere Della Sera, Massimo Gaggi. Secondo Gaggi, questo è il peggior scenario possibile, davanti al quale ci saremmo mai potuti trovare. La mancanza di un netto successo di Joe Biden o Donald Trump ha portato il paese sull’orlo dello scontro istituzionale. Il richiamo alla Corte Suprema di Trump, ricorda Gaggi, in realtà non è applicabile, perché prima bisognerebbe passare dalle magistrature dei singoli Stati. Un ricorso non immediatamente applicabile, dunque, che suona soprattutto come una sorta di minaccia politica ai democratici. La situazione rischia di diventare di stallo nelle prossime ore, perché è saltato un altro cardine della democrazia americana, il principio della ‘concessione’. L’avversario sconfitto che riconosce e  concede la vittoria al vincitore. In questo momento, Biden lo ha detto, i democratici sono intenzionati ad attendere fino al conteggio dell’ultimo voto ed è del tutto inipotizzabile che Donald Trump possa fare marcia indietro, dopo le sue parole di questa mattina.


Non Stop News, condotto da Giusy Legrenzi, Fulvio Giuliani e Pierluigi Diaco.

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