Accolto il ricorso contro Corona: annullata la terza puntata di Falsissimo su Signorini. Il legale del giornalista: tutelati i diritti individuali
Accolto il ricorso contro Corona: annullata la terza puntata di Falsissimo su Signorini. Il legale del giornalista: tutelati i diritti individuali Photo Credit: ANSA
26 gennaio 2026, ore 12:32 , agg. alle 14:01
Accettata la richiesta presentata dai legali del conduttore Alfonso Signorini. Corona non potrà più pubblicare nulla online sul giornalista. L'ex re dei paparazzi è stato anche condannato a pagare 2 mila euro al giorno per ogni violazione
Ricorso accolto! Fabrizio Corona deve rimuovere dal web e consegnare entro 2 giorni tutto il materiale in suo possesso che riguarda Alfonso Signorini e non potrà più diffondere, condividere o pubblicare nulla in rete sul giornalista. Lo ha stabilito il giudice del tribunale civile di Milano a seguito del ricorso dei legali di Signorini. Nel suo format Falsissimo, il fotografo aveva raccontato di un sistema che prevedeva favori sessuali in cambio della partecipazione ai programmi del conduttore. Corona è stato condannato al pagamento delle spese legali e al versamento di 2mila euro al giorno a Signorini per ciascuna singola violazione delle misure indicate. Per stasera era in programma un'altra puntata, la terza, su quello che lui ha definito il "sistema Signorini". Intanto, anche la Consob ha disposto una sanzione pari a 200.000 euro nei confronti dell’ex paparazzo per la violazione del regolamento Ue in relazione all'offerta al pubblico di cripto valute che portano il suo nome
DIRITTI VIOLATI
Domenico Aiello, legale di Signorini, ha commentato quanto disposto dal tribunale civile di Milano. L’avvocato ha affermato il diritto di essere tutelati a fronte della violenza sviluppata dal potere dei social e dei colossi del web. "Deve essere chiaro che non è possibile calpestare con disinvoltura e insolenza i diritti individuali delle persone. Non è permesso insultare e torturare sui social il prossimo e non è possibile ricevere tutele per una pianificata e ramificata organizzazione votata alla diffamazione aggravata a scopi di lucro personale" ha dichiarato l'avvocato. Poi, l’affondo anche nei confronti dei grandi di internet: "anche i Web Hosting, i grandi colossi della rete sempre pronti a macinare grandi ricavi, senza porsi problemi di etica e responsabilità sono moralmente concorrenti nell'illecito se non favoreggiatori", ha aggiunto Aiello. I legali di Signorini, infatti, hanno presentato in Procura a Milano anche una denuncia a carico dei responsabili di Google per concorso in diffamazione aggravata con Corona.
NO ALLA CENSURA
Il fotografo non ha tardato a far pervenire la sua risposta. Corona, attraverso i suoi legali, presenterà ricorso in appello contro il provvedimento. La decisione del giudice, ha chiarito l'avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Corona, verrà impugnata. "In Italia c'è la libertà di pensiero e di parola, in qualunque modo venga manifestata. La censura non c'è più in Italia dal 1946 - aveva già spiegato il legale -. Non esiste in Italia la possibilità di inibire a nessuno la possibilità di dire quello che vuole. Tu puoi intervenire dopo: se ti ho offeso mi quereli, ma non è che se pensi che domani ti offenderò ancora, allora mi impedisci di parlare, perché non siamo in Russia". Chiesa, ha, però, omesso la parte che prevede che quanto si dichiara deve rispettare le leggi vigenti, che tutelano gli individui oggetto di affermazioni non provate nelle giuste sedi.
LA MULTA DELLA CONSOB
Altra tegola sulla testa di Corona. Secondo quanto emerge dalla delibera della Consob, il re dei paparazzi avrebbe violato l'art. 4, paragrafo 1, del regolamento Ue sulle cripto-attività (MiCar) il quale stabilisce che gli emittenti di cripto-attività devono pubblicare un white paper sulle cripto-attività approvato dalle autorità competenti prima di offrirle al pubblico o chiederne l'ammissione alla negoziazione nell'Ue. "Corona ha svolto un'offerta al pubblico italiano dei risparmiatori e potenziali investitori in completa violazione della disciplina applicabile, promuovendo l'offerta in prima persona anziché attraverso una persona giuridica -come previsto dal regolamento europeo- omettendo consapevolmente di redigere un white paper da notificare alla Consob e pubblicare, che consentisse di svolgere una valutazione consapevole ed informata dell'offerta".
