Ad Hong Kong entra in vigore la nuova legge di Sicurezza Nazionale approvata dalla Cina

Ad Hong Kong entra in vigore la nuova legge di Sicurezza Nazionale approvata dalla Cina

Ad Hong Kong entra in vigore la nuova legge di Sicurezza Nazionale approvata dalla Cina


01 luglio 2020, ore 16:31

Nel giorno del 23esimo anniversario dalla fine della sovranità britannica per Hong kong si prospetta una sovranità più violenta e pressante, quella cinese

Anniversario amaro

Hong Kong 23 anni fa festeggiava la fine della sovranità britannica e tornava sotto la sovranità cinese. Nel giorno di questo anniversario entra in vigore la nuova controversa legge sulla sicurezza nazionale, approvata martedì dalla Cina senza alcuna discussione pubblica, con l’obiettivo di dare al governo cinese maggior controllo.
La nuova legge infatti, detta di “Sicurezza Nazionale”, è enormemente più repressiva e liberticida di quella che si era cercato di imporre un anno fa e che aveva scatenato violente proteste, e grazie al nuovo ordinamento è entrata in vigore senza passare dal Parlamento di Hong Kong.
Per i reati come secessione, sovversione contro il governo centrale cinese, terrorismo e collusione con le forze straniere, Pechino potrà tranquillamente e indiscriminatamente arrestare chiunque, con pene che vanno fino ala carcere a vita, in Cina. Inoltre chi verrà arrestato per questi reati verrà estradato e giudicato dai tribunali cinesi, dove la pena di morte è all’ordine del giorno 

Un paese, due sistemi

Hong Kong è una regione amministrativa speciale cinese che nel 1997, quando era colonia britannica, passò sotto il controllo della Cina con un accordo che le garantiva alcune particolari libertà per almeno 50 anni. Da allora i rapporti tra Hong Kong e Cina si sono basati sul cosiddetto principio “un paese, due sistemi”: questo principio da un lato ribadisce l’unità nazionale della Cina, dall’altro riconosce la diversità di Hong Kong, contraddistinta da un proprio ordinamento giuridico, politico e legislativo, e da un diverso sistema economico.
La legge approvata martedì potrebbe però far entrare Hong Kong in una nuova era, hanno detto diversi esperti, nella quale le libertà civili sono strettamente limitate e la lealtà al partito comunista cinese viene prima di qualsiasi altra cosa. Intanto in migliaia sono scesi in piazza per protestare, e oltre 300 persone sono già state arrestate.

Le razioni internazionali

Gli Usa hanno deciso lo stop all’export di materiale di difesa a Hong Kong perché “Non si può correre il rischio che materiali sensibili finiscano nelle mani dei militari cinesi, il cui obiettivo principale è difendere la dittatura del Partito comunista con qualsiasi mezzo” . Il Giappone si è limitato a una generica osservazione di principio, affermando che “Il principio ‘un Paese, due sistemi’ è molto importante per Tokyo”. L’Europa, per bocca del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, ha detto di “deplorare questa decisione: la nuova legge rischia di minare seriamente l’elevato grado di autonomia di Hong Kong e di avere effetti negativi sull’indipendenza della magistratura e sullo Stato di diritto”. Un po’ più incisiva la presidente Ursula von der Layen: “La nuova legislazione non è conforme alla legge fondamentale di Hong Kong e neanche con gli impegni presi dalla Cina a livello internazionale. Per noi è una questione molto critica e siamo seriamente preoccupati”.


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