Afghanistan, Italia e Regno Unito rispondono a Trump: rispetto per il sacrificio dei militari Nato
Afghanistan, Italia e Regno Unito rispondono a Trump: rispetto per il sacrificio dei militari Nato Photo Credit: ANSA/ETTORE FERRARI
25 gennaio 2026, ore 14:41
Le parole del presidente americano sull’impegno alleato in Medio Oriente ha scatenato la reazione di Roma e Londra: Meloni e Starmer difendono il ruolo degli alleati e ricordano caduti e feriti
Il dibattito sulle parole di Donald Trump riaccende una ferita ancora aperta per molti Paesi occidentali: la lunga e costosa missione in Afghanistan. Le affermazioni del presidente statunitense, secondo cui i contingenti Nato sarebbero rimasti lontani dai combattimenti più duri, hanno provocato una reazione a catena tra gli alleati, trasformando una dichiarazione politica in un caso diplomatico. Dopo le prime prese di posizione da Londra, anche Roma interviene con toni netti, rivendicando il proprio ruolo e chiedendo rispetto per un impegno durato quasi vent’anni.
LA RISPOSTA DI STARMER
Il primo a rompere il silenzio è stato il premier britannico Keir Starmer, che ha definito le parole di Trump “offensive” e “scioccanti”, sottolineando il dolore che simili giudizi possono riaprire nelle famiglie dei militari uccisi o feriti. Il Regno Unito ha pagato un prezzo altissimo nella guerra afghana, con 457 soldati caduti, e per questo Starmer ha invitato Trump a fare marcia indietro e a riconoscere il sacrificio compiuto dalle forze alleate.
LE PAROLE DI GIORGIA MELONI E DEL GOVERNO ITALIANO
Sulla stessa linea si è collocata la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che in una nota ufficiale ha espresso “stupore” e forte disappunto per dichiarazioni ritenute inaccettabili. Meloni ha ricordato come l’Italia abbia aderito fin dall’inizio alla missione internazionale, schierando migliaia di militari e assumendo la guida del Regional Command West, una delle aree operative più delicate dell’intero teatro afghano. Un impegno prolungato nel tempo, che secondo la premier non può essere messo in discussione né sminuito. Nel suo intervento, Meloni ha richiamato i numeri di un sacrificio concreto: 53 militari italiani morti e oltre 700 feriti tra combattimenti, missioni di sicurezza e attività di addestramento delle forze locali. Dati che, a suo giudizio, rendono inaccettabile qualsiasi lettura superficiale del contributo fornito dai Paesi Nato, soprattutto se proveniente da un alleato storico come gli Stati Uniti. Pur ribadendo la solidità del rapporto tra Roma e Washington, la presidente del Consiglio ha sottolineato che l’amicizia internazionale si fonda sul rispetto reciproco, elemento essenziale per la coesione dell’Alleanza Atlantica. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto annunciando l’invio di una lettera formale alle autorità americane, con l’obiettivo di “riportare i fatti” e chiarire che l’impegno italiano non può essere oggetto di analisi frettolose o distorte. Più misurato, ma altrettanto fermo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha evitato lo scontro diretto ma ha ricordato come i caduti e i feriti italiani siano la prova evidente di una presenza “in prima linea” alla quale va reso onore.
